domenica 12 marzo 2017

UNA BELLA PASSEGGIATA

Una mattina stavo in macchina con mio padre. 

Mi stava dando un passaggio verso l’università. 

Ai tempi ero iscritto al primo anno di giurisprudenza, ma gli avevo detto che non ero contento.

Avevo circa diciannove anni. Frequentavo a Salerno una scuola di recitazione, ma ancora non avevo manifestato la mia intenzione di voler fare l’attore. 

Mio padre forse neanche lo sapeva o forse, lo sapeva, ma pensava che fosse un hobby.

Lui cercava di convincermi che la facoltà di giurisprudenza era un’ottima scelta invece.

“Ma io non voglio fare l’avvocato”. 

Così gli dicevo e lui mi rispondeva che gli sbocchi dell’università non erano solo diretti verso le aule di un tribunale.

“Puoi fare carriera in vari campi, puoi fare tanti concorsi per diventare notaio, in polizia, come zio Ninuccio... Hai visto che bella carriera ha fatto zio Ninuccio?  Puoi diventare anche consigliere comunale... Una bella carriera...”

Alla fine gli dissi che il problema non era un fatto di carriera.

Avevo un altro punto di vista.

Io non volevo una vita fatta di routine e neanche una vita sedentaria, dietro una scrivania.

Mio padre restò qualche minuto in silenzio. 

Ecco... se si potesse tornare indietro nel tempo, davvero, io vorrei ritornare a uno dei momenti di silenzio in macchina con mio padre.  
Stavamo percorrendo il lungomare e lui era al volante.

“C’è un amico mio... "

Disse all'improvviso.

"Un mio vecchio compagno di scuola... Si è laureato in giurisprudenza e fa il magistrato. L’ho incontrato qualche giorno fa e mi ha raccontato che era appena tornato da Acerno sui monti Picentini. Era stato chiamato per fare un sopralluogo in un posto in campagna dove c’era stato un incidente.”

“Un incidente in campagna?”

“Sì, un trattore era caduto in un fosso... e c’era stato un morto... Comunque è un posto bellissimo. La provincia di Salerno ha dei posti bellissimi. Questo posto per esempio, io lo conosco. Si trova vicino al fiume Tusciano. Tu lo conosci il fiume Tusciano?  Il Tusciano è bellissimo, le acque in alcuni punti sono pulite, incontaminate. Ci sono pure le trote e i pescatori...”

“Sì, papà...” 

Lo interruppi per un attimo.

“... Ma che c’entra questo con il fatto che non voglio più fare giurisprudenza?"


“E te lo sto dicendo. Tu mi dici che non ti piace la vita sedentaria..."

"E allora?"

"Questo amico mio magistrato, andando ad accertarsi delle cause del decesso, ha parcheggiato lì vicino al posto dove doveva andare a fare il sopralluogo e si è fatto una bella passeggiata nei boschi!"

Mi misi a ridere. 

"Perché ridi?"

"Papà... ma ti pare che io posso continuare a studiare giurisprudenza perché aspetto il momento di farmi una bella passeggiata nei boschi?"

Mio padre non disse più niente.


Non sapevo ai tempi, quanta saggezza c'era in quelle parole. Nella sua semplicità, mio padre mi invitava ad accorgermi delle pause che legano un momento all'altro. Ci sono momenti che spezzano la routine, attimi che uniscono altri attimi e che rendono la vita unica, come i silenzi di una sinfonia conosciuta, una colonna sonora creata per orecchie sensibili, rumori di fondo di una visione nascosta, come quella della passeggiata di un magistrato che prima di accertare le cause di una morte per un incidente in campagna, si gode la natura e i propri passi nella natura

Riesco anche vederlo, in questo istante, l'amico di mio padre, quel magistrato, nella sua pausa di lavoro, lungo un percorso nuovo, immerso nei suoni del bosco, la voce del fiume, gli uccelli che cinguettano al suo passaggio, prima di tornare alla sua routine, il lavoro a cui ha dedicato la vita.

Mi viene quasi voglia di chiamarlo.

"Ehi..."

E me lo immagino che si gira verso di me, mi sorride e mi saluta con un cenno della mano. 

Chissà se sa chi sono. Probabilmente lo sa. Inutile che glielo ricordi. Nella sua dimensione tutti si conoscono. 

Il magistrato riprende la sua passeggiata verso quel trattore rovesciato e quel corpo esanime. Io lo guardo allontanarsi,  resto per un istante a guardare il fiume e poco alla volta, ritorno in questa strana realtà.