giovedì 25 agosto 2011

IL SENSO DEL VERSO



Solo nel mondo. Il senso del verso...
Verso il mare.
Questo il senso?

L’immaginazione bloccata sulle vie del vento disordinato.
Il senso del verso. Un gioco da non finire mai. Un gioco da tramandare a figli non tuoi. Parabole dimenticate, poi estratte dalla sabbia che deposita il tempo che assomiglia più a polvere bianca. Solo nel mondo. Biglietti di film staccati e infilati in una busta bianca. Ero un collezionatore di biglietti una volta. Qualsiasi biglietto di cinema, teatro, musei, eventi sportivi... ogni tagliandino che mi davano agli ingressi di locali, perfino i biglietti delle discoteche che servivano poi come buoni consumazione... cercavo di non usarli per poterli collezionare. Tante buste piene di biglietti. E dietro i biglietti ci scrivevo i nomi delle persone che stavano con me quel giorno, quella notte. "El miedo del olvido". L'ossessione di dimenticarsi un volto, un posto, una strada. Ogni particolare nasconde un ricordo preciso. Un po' di tempo fa, tirai fuori dall'armadio una vecchia giacca che non mettevo da anni. Frugai un po' tra le tasche e vennero fuori i rimasugli di quello che era stato un biscottino. Mi ricordai subito quella cena da un produttore di tanti anni fa. Biscotti nelle tasche. 
La sensazione di aver trascinato da qualche parte un po' di zavorre inutili. Siamo come biscottini dimenticati nelle giacche che non usiamo più. Era bella quella giacca. Mi piaceva. La mettevo sempre, poi un giorno... stop! Vestiti come storie d'amore finite. Amici che erano nella luce e quest’inganno mortale che cresce insieme al reale. Sarà vera semina? Per ora si sente solo un forte senso di solitudine che non annoia ma sussurra parole a cui si può solo rispondere con silenzio e sguardi di pudore. 
Certe volte si ha paura a dire che si ha paura. E tra qualche settimana è settembre e gli uccelli una volta a Roma, si riunivano in stormi e disegnavano figure geometriche perfette nel loro volo. S’incontravano, sembravano unirsi in una sola cosa, ma poi si dividevano ancora.  E io e Danielina restavamo ipnotizzati a guardarli. Tornerò a Roma a settembre, ma con il cambiamento del clima, le migrazioni degli uccelli tardano. Ecco qua... ci hanno rovinato pure settembre.
Danielina... il senso del verso.
Qualche anno fa mi chiamò e mi disse che il suo uomo l'aveva lasciata. Era andato via di casa. E lei non usciva più. Quando le chiesi se ci vedevamo mi rispose che era ingrassata e che non voleva farsi vedere così da me. Mi disse: "Tu sei un esteta. Non voglio farmi vedere così da te!" Poi aggiunse: "Non voglio guastarti il ricordo di com’ero quando stavamo insieme!". 
Danielina… ora...
Alla fine glielo dissi. Le dissi che lei mi aveva dato la forza di capire le cose che mi avevano dato la forza di arrivare preparato al momento decisivo del perdono. Le dico che per me lei era importante perché era stata lei che mi aveva insegnato a perdonare. Prima ero solo un uomo che non c’era. Imparare a perdonare è come cercare l'equilibrio tra cielo e terra. Colpa del senso del verso. Il ritmo, il sentire le pause giuste. Danielina... gioia e dolore. 
"Ho visto una ragazza in motorino che sembrava..."
Danielina mi chiama d'estate, sola a Roma ad agosto... 
"Andrea è andato via..."
Danielina che rubava gli ovetti kinder al supermercato e poi tornava a casa la mattina, mi svegliava e li apriva davanti a me, per cercare i draghetti.
È morta Danielina. Schianti del cuore.

Non sei arrivata a quaranta estati, piccoletta… su questa linea temporale bugiarda, dove tu riuscivi appena a camminare in bilico, dove le tue poesie erano così fragili che nessuno poteva toccarle senza farle sbriciolare in mille scintille.

La voce di tua sorella.

“È andata nel peggiore dei modi e Daniela...”

Le lacrime neanche più sorprendono quando escono con una facilità così disarmante. Pensa un po'... 
"Ma tu non piangi mai?"
"Non piango mai... gli uomini non piangono!"
"E chi l'ha detta questa cosa?"

Povero piccolo amore che hai lasciato il tuo cuore così tante volte, in cambio di un bacio o una parola di troppo. Così, Danielina se ne è andata in un pomeriggio piovoso di giugno, a due passi dal suo compleanno, a due passi dalla verità che ha sempre rincorso. Danielina che mi aspettava che mi fosse passata la rabbia per tornare all'attacco. Danielina che mi faceva sanguinare l'orgoglio e che pian piano mi educava, senza saperlo.
Cosa ci resta piccola mia? 
Lo hai sempre saputo. Hai sempre visto una strada anche quando non ce la facevi proprio a far luce nel buio che ti avvolgeva. Ci sarebbe bastato un sentiero così piccolo per tenerci la mano e orientarci nel cammino. Invece, ci siamo lasciati alle nostre vite, dopo esserci scambiati la promessa di un perdono che era arrivato prima di ora. Prima del prima di Danielina che...  che stupiva tutti con le sue uscite improvvise, capaci di destabilizzare qualsiasi forma, bimba che non sapeva crescere, ancorata all’unica certezza che era riuscita a darmi: "Fidati soltanto di te… solo di te!" 
Mi hai amato a modo tuo… ti ho amata a modo mio, per come sapevo amare un tempo. 
Mi seguivi… mi seguivi davvero tu… per un attimo, solo per un attimo hai spostato il tuo sguardo e in un istante, ci siamo abbandonati, dandoci però un appuntamento sincero, sul confine di ogni posto che confluisce verso un’energia d’amore che non siamo riusciti a trasformare. Non importa. Tanto ci s'incontra tutti lì, su quella soglia, solo per scoprire che non c’è stato mai tradimento, mai una lotta, uno schiaffo, una guerra o una carezza che non avessimo attraversato insieme. Guarderemo il sole tramontare e la luna nuova sarà come l'ultima lacrima che scende, sinceramente, verso il mare.


Affrontati nei sogni restano tali
i fantasmi reali son troppo profondi,
perché non si può non esser umani... 
sottile è quel filo che unisce i due mondi
ma entrambi legati e provati con mani. 


FANTASMI
di Daniela Brusciano, 
Napoli, 22 giugno 1969 - Roma 1 giugno 2009 

 

 

2 commenti:

francesca ha detto...

Ho sentito che questo settembre tornano...
...gli stormi.
e comunque torni tu...
ricordati di noi.
Ti abbraccio forte.

s i l v a n o ha detto...

ieri ho visto il primo stormo di quest'anno. il primo che ho visto io, naturalmente. sulla via laurentina, vicino alla torre delle comunicazioni che vedo da casa mia. appena in temp. settembre sta finendo.