martedì 9 agosto 2011

TIRESIA L'ANDROGINO


Il caro professore Bojano aveva creato un metodo molto efficace di modernizzare i compiti in classe. Oltre alle famigerate versioni, si era inventato i quiz. I quiz: sì, come quelli dell'esame per la patente di guida.

Una serie di frasi, riferimenti a domande a cui non bisognava dare solo una risposta, ma bisognava rifletterci, trovare collegamenti. Più cose si scrivevano in queste risposte ai quiz e più aumentava il tuo punteggio. 

Ai tempi la trovavo una cosa orribile. 

Quando Bojano annunciava che la settimana prossima ci sarebbero stati i quiz, in classe si creava subito il panico. Col tempo ho capito che grazie ai quiz, pur non volendo, ero costretto a esercitarmi su qualcosa che altrimenti, sarebbe passata in cavalleria. 

I quiz costringevano tutti a un ripasso continuo. 

Una cosa studiata non finiva nel calderone delle cose già fatte, ma tornava, mascherata da quiz, cioè bisognava continuamente tenersi allenati perché i quiz potevano andare a rispolverare qualcosa del nostro passato scolastico che ritornava immediatamente attuale. 

Una volta trovai una frase che mi riportava al mito di Tiresia, quell'indovino reso cieco da Atena incazzata perché aveva rivelato un segreto che avrebbe dovuto rimanere tale. Ma che cosa era successo davvero?

L'incontro con due serpenti accoppiati. 


Proprio così. Pare che il giovane Tiresia s'imbatté in due serpenti che facevano l'amore.

Questa cosa, chissà perché gli diede fastidio e ne uccise uno. Guarda caso, uccise la femmina e immediatamente, fu tramutato egli stesso in femmina. 

Il buon Tiresia visse da femmina per ben sette anni e in questi sette anni non si preoccupò piú del fatto che il suo nome finisse per A. Visse tranquilla per il tempo di un do re mi fa sol la si e approfittò anche del fatto che era donna per provare tutte quelle cose che una donna puó provare. Anche quella cosa lí... andò a letto infatti, con molti uomini. Dopo questo periodo di sette anni, la bella Tiresia che ormai si avviava verso la quarantina, rivide la stessa scena: due serpenti che si accoppiavano. 

Le diede fastidio un'altra volta e stavolta ammazzò il maschio. 

Seduta stante, fu trasformato di nuovo in un rappresentante del cosiddetto sesso forte. 

Ecco qui il prologo. 

Se dovessi scrivere una sceneggiatura però, io avrei cominciato con un flashback. Come dice Zolla in un suo piccolo trattato che parla della figura dell'androgino alchemico, l'incontro con due serpenti accoppiati, è presso molti popoli il più favorevole degli auguri

Nel mito di Tiresia tutto parte da lì. Anche nello yoga e nella filosofia tantrica questo incontro rappresenta il perfetto equilibrio delle energie interne

I miti che sono come favolette da raccontare ai bambini, racchiudono a volte delle chiavi che ci possono aiutare a comprendere qualcosa che non è tanto lontana dalla natura umana.

Il mito greco ci racconta poi di una disputa a sfondo sessuale tra Atena e Zeus. Questa disputa si conclude grazie a Tiresia, tirato in ballo per dare il suo punto di vista. Questo punto di vista fu la causa della sua cecità... perché come si sa, gli dei, non amano essere contraddetti. 

Altre fonti del mito di Tiresia, molto più vicino a noi, in quanto popoli latini, dicono che Tiresia diventò cieco perché vide la dea Diana nuda che si bagnava ad una fonte in un bosco. Successe questo: il giovane Tiresia camminava tranquillo per i boschi e ad un certo punto, vede un bagliore strano. Si avvicina circospetto. Lo spettacolo che vede è quello che difficilmente si può dimenticare nella vita. 

Non so se avete mai visto una dea che si fa il bagno nuda. Ecco: proprio quello che vide Tiresia. La dea lo punì, mettendogli le mani sugli occhi e rendendolo cieco. 

Il mito di Tiresia, molto caro ai bisessuali, agli incerti nei gusti fragola o cioccolato, può aiutare a soffermarci sulle questioni profonde e psicologiche che un mito può suggerire a chi ha però le chiavi per farlo.




Fino ad oggi, avevo abbracciato pienamente il mito transex di Tiresia. Mi piaceva l'idea di questo tizio che era stato per sette anni donna. 

Mi chiedevo: "Ma perché proprio sette?" Cosa accade in questo lasso di tempo? E poi da dove si comincia a contare visto che è molto raro vedere due serpenti che fanno l'amore. E poi metti che riuscissi a incontrarli, mai e poi mai ne ammazzerei uno. 

Cosa racchiude questo racconto? Ho una chiave per accedere a questo mistero? Il guaio dei miti, così come anche di alcuni simboli è che si rivolgono a differenti parti di noi. 

Queste parti usualmente chiamate maschio e femmina non collaborano tra di loro. Eterno conflitto degli opposti. Succede questo: il maschio legge, la femmina comprende ma non passa l'informazione al maschio che s'illude di aver compreso per il semplice fatto che deduce, pensa e ragiona. 

A me per esempio, piacciono le favolette. 

Io posso arrivare a comprendere che dietro la favoletta di Cappuccetto Rosso c'è tutta una storia che in realtà ha a che fare con l'istinto, le maschere che ci portiamo appresso inconsapevolmente e che il lupo cattivo, il cacciatore, perfino la nonnetta vera e quella in cui si maschera il lupo, sono tutte parti di me che devono attraversare un passaggio e una trasformazione prima di arrivare ad un altro punto di vista. 

Ecco perché il mito di Tiresia, a distanza di tanti anni dai quiz del professore Bojano, mi torna a dire qualcosa. 

Ma che cosa successe a Tiresia? In cosa fu tirato in ballo dalle due divinità superiori?

La cosa è molto semplice, come in un racconto hard. 

Ad un certo punto, Atena e Zeus cominciarono a litigare tra loro. Atena diceva che nel rapporto sessuale è l'uomo a godere di più. Zeus che ne aveva viste tante, non aveva dubbi. Sono le donne che da me ricavano il massimo del piacere. A chi far sciogliere il conflitto? Bisognava trovare un androgino. Cioè, qualcuno era o fosse stato sia uomo che donna. L'unico che conoscevano era appunto, il buon Tiresia.

Tiresia non ebbe dubbi.

Divise il piacere nell'orgasmo in una scala da uno a dieci.

Su questa scala, la donna si prendeva nove e l'uomo uno.
In pratica, la donna, gode nove volte di più dell'uomo. 
Questa cosa diede ragione a Zeus e come già detto, fece infuriare come una biscia sua moglie che stizzita, rese cieco il povero Tiresia. 

Zeus però per ringraziarlo, gli diede il dono della veggenza.

Ecco qua. 

Questo è il mito. Cosa c'è dietro?
Liberi di leggere la storia di Tiresia e non chiedervi nulla o semplicemente fare come quelli che dicono: "Non vedo, non sento e non parlo!" 

Va bene lo stesso. I miti sono miti per questo.

Per quanto mi riguarda, il fatto che sulla scala del piacere la donna si accaparri ben nove parti su dieci, l'ho sempre trovata interessante per quegli uomini che sentano di dover lavorare sul proprio femminile e viceversa, sulle donne che volessero far pace una volta per tutte, con il proprio maschile. 

Mi vado a rileggere una vecchia riflessione che si arricchisce di volta in volta che un quiz mi si presenta davanti e mi rende necessario uno spunto di riflessione. 

Perciò... un saluto a tutte le maschiacce che mi hanno traumatizzato la vita ma che mi hanno insegnato più di quello che mille scuole avrebbero potuto fare.

Nella disputa tra Era e Zeus (femminile e maschile), la parte razionale maschile deve accettare in sé e perciò vedere nove parti mancanti, uscire perciò da quell'unica parte che lo imprigiona e lo costringe a essere semplicemente attivo in un'unica direzione. 

Chi non vede le pareti della scatola in cui vive non sente neanche il desiderio di provare ad alzarsi sulle punte dei piedi per vedere che cosa c'è al di là dei bordi della scatola. 

Il maschile è prevalentemente così. Ha bisogno di un unico punto di vista. Per il maschile quando un NO è un NO è semplicemente NO! (Messaggio privato: totale rispetto per questo straordinario tuo punto di vista!)

 Il femminile però, offre ben nove parti sulla scala dei valori, del piacere, delle possibilità. 

Il maschile questo viaggio interiore non lo vuole fare. Una dea nuda che fa il bagno in un bosco per il maschile è un abbaglio. Quella non è una dea, dirà il novello Tiresia. E sarà la sua stessa visione a renderlo cieco.

Anche il femminile ha le sue colpe però: quasi sempre si protegge, fa il misterioso, s'incazza, non cede neanche mezza di quelle nove parti, anzi, è geloso di quella mancante, di quella che non ha. 

Insomma la lotta eterna degli opposti che non si accorgono di un'altra cosa, molto più importante delle loro battaglie e i loro abbracci nei tempi di tregua. 

Una cosa che Tiresia sapeva benissimo... Il povero Tiresia, fu reso cieco, ma ebbe in cambio, il dono di vaticinio. Il dono di oracolo è di chi riesce ad andare al di là del tempo e considerare le cose da un punto di vista a cui il nostro sguardo per come lo conosciamo, non riesce ad arrivare. 

Nel buio, Tiresia sa. Così come certe volte, nel silenzio, riusciamo a sentire qualcosa: un suono, una musica, una voce. Nell'episodio "Cosa sono le nuvole" di Pasolini, al povero Ninetto-Otello, che si chiede dove sia la verità, il buon Iago-Totò, risponde: "Cosa senti dentro di te... concentrati bene... cosa senti?" Otello che di lì a poco ammazzerà la bella Desdemona, dopo un attimo di riflessione risponde: "Sì, sì, qualcosa c'è!"

Il mito di Tiresia ci insegna a stare nella zona oscura dopo aver sofferto a causa della nostra natura. Non si ha colpa a vedere la dea che si fa nuda il bagno (a chi non è ancora capitato, abbia fede), così come non si ha colpa a far luce su qualcosa che è la causa delle guerre tra i veri ciechi, che sono quelli che non scorgono al di là del loro naso e si credono immortali e invincibili. 

"Ssshhhhh... " ci rivela Iago e queste parole, pronunciate dalla maschera verde sul volto di Totò, rivelano la più grande magia che possa capitare a un uomo. 

"Non bisogna nominarla, perché appena la nomini, non c'è più!"

Ecco perciò c'è Tiresia che ci aiuta ad ascoltare la voce di un cuore che sta al di là dell'eterno conflitto degli opposti. 

Tiresia l'indovino tebano che vide due serpenti fare l'amore.


3 commenti:

Gino Ciaglia ha detto...

"... agli incerti nei gusti fragola o cioccolato..."
sei un genio!!!

Angelo Orlando ha detto...

Apprendista genio, prego :)

Anonimo ha detto...

''tutto quello che non so l'ho imparato a scuola''