venerdì 5 agosto 2011

INVITO ALL'ISPIRAZIONE


Qualche anno fa mi chiesero di scrivere un racconto per un'esposizione d'arte. Mi venne detto proprio così. All'inizio mi era sembrato strano. Pensavo che il mio racconto lo volessero esporre. Chiesi pure: "Ma lo devo stampare su un cartone?"
La signora al telefono che era una persona che conoscevo bene, mi rispose pure: "Dove ti pare!" Per un attimo mi era venuto anche il dubbio che dovessi farlo incorniciare. 
La signora mi disse che lo potevo tranquillamente mandare per e-mail e aggiunse la spiegazione. 
Io feci finta di aver capito tutto dall'inizio. 
"Il tuo racconto servirà agli artisti che parteciperanno a questa esposizione: comporranno le loro opere ispirati dal tuo racconto e alla fine, premieremo le migliori". 
"Ho capito!"
E allora chiesi se questo racconto doveva a mia volta essere ispirato da un tema e la cara signora disse: "Tu scrivi questo racconto e poi noi il tema lo diamo in base a quello che hai scritto". 
Avete presente la sensazione di quando a un esame ti chiedevano un argomento a piacere? Eccola lì. E il naufragar m'è dolce in questo mare.
L'infinito. E così, mentre in quest'immensità di scelta si perdeva il pensier mio, varie intuizioni si affacciavano timide alle porte della mia creatività letteraria. Sì perché io non è che sono uno scrittore di racconti, anzi, i racconti non sono proprio il mio forte. Ogni tanto ci provo a scriverli, ma più che altro mi vengono fuori storie o troppo lunghe per essere considerate racconti o troppo brevi per essere proprio considerate.
Passai giorni e giorni a rifletterci.
Crisi. Giravo di notte per strada, in cerca della giusta ispirazione. 
L'ispirazione! Che straordinario mistero.
Un racconto che possa ispirare un'opera d'arte.
Che bella responsabilità.
L'arte si nutre di se stessa. È normale. E il tempo aggiusta tutto. Basta trovare l'ispirazione. Frida Kahlo dipingeva delle belle angurie rosse perché la ispirava la natura, l'allegria, l'estate. Mi ricordavo la storia del pittore russo Nicolas de Staël che aveva dipinto il suo quadro I Gabbiani dopo aver letto appunto il Gabbiano di Čechov. Un pittore che trova la sua ispirazione è inarrestabile. Mi chiedevo: "Ma che racconto mai devo scrivere per ispirare 'sti poveri ragazzi?"




Ad un certo punto cominciai ad andare indietro con la mente. 
Avevo scritto qualcosa che poteva ispirarmi. Sì... molti anni prima, avevo scritto un racconto, dove immaginavo il mondo del terzo millennio. Era qualcosa che aveva a che fare con una visita guidata in un museo dell'anno tremila e qualcosa. Sì, quello poteva andar bene.


Il problema adesso era: dove sta questo racconto?
Tre passi avanti... e crolla il mondo beat.
Allora, andando per gradi... 
Il fatto è che io ho cominciato a scrivere al computer molto tardi. 
Prima scrivevo su una vecchia Olivetti di mio padre. La mia prima sceneggiatura la scrissi con la Olivetti. La vecchia Olivetti esiste ancora. Quella che non esiste più è la mia prima sceneggiatura. Colpa di Claudio Renda e del suo cane.
Claudio Renda è stato uno dei miei primi agenti. Il titolo della sceneggiatura era Lontano dagli Occhi, la storia era un road movie di un bambino e uno zio paralitico, magari non era un capolavoro  ma ci avevo messo sei mesi a scriverla... 
Insomma gliela diedi a Claudio.
Dopo qualche settimana che gliel'avevo data e dopo nessun accenno al fatto che l'avesse letta, provai a chiedergli: "Claudio, ma l'hai letta la sceneggiatura?"
Fece una delle facce più tristi che io abbia visto fare a un essere umano. Seguirono due movimenti della testa e poi la sigaretta. 
"Non so come dirtelo..."
"Che è successo?" 
"Sono tornato a casa una notte e l'ho trovata sparsa per casa!"
"Che cosa?"
"La tua sceneggiatura... Ettore l'ha distrutta... l'ha fatta a pezzi. Se l'è mangiata!"


Ettore era il suo pitt-bull ed evidentemente, era un cane letterato. 


Carta, carta...  


Il trauma di Ettore aveva fatto sì che fossi pieno di faldoni d'archivio. E naturalmente pieno di fotocopie di tutto. Tra questi faldoni e questo mare di carta, il racconto non c'era. 


Nella mia vita di scribacchino c'è anche il classico buco nero.
Questo buco nero è dato dall'invenzione più diabolica che l'uomo poteva inventare. 
Si chiamavano macchine per videoscrittura. 
Erano della Canon (daje). Un aggeggio meraviglioso. Nel giro di tre mesi era già obsoleta e non vendevano più le cartucce per la stampante e soprattutto, i dischetti erano letteralmente scomparsi. Ve li ricordate i floppy disc? Quelli della macchina per videoscrittura Canon erano il triplo di quelli normali. La stampante poi era una specie di trattore. Stampava a martelletto. Certo, proprio così. C'era un piccolo martello che menava dei colpi terribili sul foglio di carta. Le parole non le stampava, prima le tramortiva e poi le spiaccicava. Potevo stampare solo di giorno e anche di giorno era abbastanza imbarazzante. C'era il rischio che qualcuno chiamasse i pompieri. La stampante della Canon da scrivere faceva un fracasso infernale. Se ero costretto a stampare di notte, mettevo due cuscini: uno sotto e uno sopra. Non sto scherzando. Nei floppy disc della Canon da scrivere sicuramente c'era questo racconto che avevo scritto, ma vai a sapere dove avevo messo la vecchia compagna di tante notti insonni. Cominciai a srotolare il cervello, andando all'ultima volta che l'avevo vista. La individuai mentalmente nella soffitta di casa a Salerno, ma poteva anche essere nella vecchia casa del paese di mia madre, oppure potevo averla lasciata ovunque. 
Il racconto stava lì, ma anche se avessi individuato il posto, nessuno mi avrebbe potuto garantire che dopo quasi vent'anni, funzionasse ancora. Quando già ci avevo rinunciato, alcuni fili del cervello, si unirono e mi fecero ricordare tutto. Il racconto esisteva sul mio vecchio iMac G3 avete presente quello col guscio trasparente che ora ci fanno gli acquari? Qualche anno fa, quel racconto lo avevo revisionato perché mi avevano commissionato qualcosa da scrivere per la pubblicazione di un libro umanitario contro la vivisezione. Poi il libro non lo avevano più fatto, ma il racconto c'era. Esisteva.


Ed era lì. 


Il rumore del vecchio Mac che si accende è qualcosa di meraviglioso. Solo chi lo ha avuto può capirmi. È come se si accendesse il motore di una Roll Royce d'epoca. 


Ed ecco lì il file di Visita Guidata. Lo lessi tre volte di seguito. Era perfetto... quello che ci voleva per ispirare un pittore... se fosse stato vivo, glielo avrei fatto leggere a Picasso prima del periodo modernista. Estrassi il racconto dal vecchio computer e lo inviai alla dolce signora fiorentina che ne fu entusiasta. Il racconto fu dato da leggere agli artisti. Erano artisti di nazionalità varia... e fu tradotto in diverse lingue. 
La mostra si fece alla Limonaia di Villa Vogel a Firenze. Purtroppo non potei partecipare perché stavo lavorando a teatro, ma mi disse l'organizzatrice che tutto andò bene. Il mio racconto fu letto anche in pubblico e gli fecero anche un applauso. Adesso, io vorrei tanto pubblicarlo qui e farvelo leggere... solo che... non ce l'ho. Tranquilli, non l'ho perduto e nessuno me lo ha mangiato.
L'hanno stampato anche in un catalogo. Sono pieno di cataloghi che mi hanno poi spedito. Ci sono tutte le opere realizzate e ispirate a questo racconto. E c'è anche il racconto. Una bella emozione anche se l'ispirazione per me, rimane sempre un mistero. Non ce l'ho qui su questo mini computer che mi sono portato a Barcellona. Però ce l'ho. E se siete interessati a leggerlo, basta che me lo ricordate tra qualche settimana... intanto però, sono andato a controllare la cronologia della posta e ho trovato qualcosa...


Durante il periodo in cui tutti gli artisti che partecipavano alla mostra collettiva ispirata al mio racconto, la mia bella signora di Firenze mi scrisse varie lettere in cui m'informava di come stavano procedendo le cose. In una di queste, mi scriveva tra l'altro, le seguenti parole...


Il tuo racconto risulta piuttosto stimolante per gli artisti e in particolare per i tedeschi che forse amano maggiormente seguire una tematica, i risultati saranno certamente curiosi e interessanti...





In allegato, seguiva il mio racconto tradotto in tedesco. Per chi lo parla e lo legge, sta proprio tutto qui. 




MUSEUMSTOUR
von Angelo Orlando

„Es war einmal eine Katze, die hatte einen schwarzen Fleck auf der Nase und …“
Das könnt ihr nicht wissen, aber das war mal ein Lied. Stellt euch vor, Lieder waren dazu da, andere menschliche Wesen in bestimmten Augenblicken zu erfreuen. Lieder wurden auf Platten eingeschnitten. Die Platten waren steife runde Scheiben aus unterschiedlichem Material. Diese seltsamen Gegenstände, die auf speziell gebaute Geräte gelegt wurden, benutzte man, um Worte und vor allem das einzuschneiden, was die Menschen vor einer Million Jahren Musik nannten. Wir haben bereits über Musik gesprochen, erinnert ihr euch? Die Musik ist der Vorläufer unserer heutigen Klangvibrationen. Man nimmt an, dass unsere Vorgänger große Freude empfanden, wenn sie mit Kopfhörern auf den Ohren herumgingen. Notiert diesen Ausdruck auf eurer Database: Ohren! Ein Ausdruck, mit dem man die vorstehenden Anhängsel am Kopf des prähistorischen Menschen bezeichnete. Später im Laufe des Schuljahres werden wir im Rahmen des Faches Evolution des menschlichen Körpers durch die Jahrtausende näher darauf eingehen. Diese Kopfhörer waren an besondere Apparate angeschlossen, aus denen die Musik kam. Der primitive Mensch, der aufgrund jenes Merkmals, das die Gelehrten jener Zeit Intelligenz nannten, Homo Sapiens genannt wurde, war ein Wesen, das sich mit den seltsamsten Geräten zu umgeben pflegte. So, kommt Kinder, hier sind wir fertig, aber erst schaut noch mal her …jenes seltsame rechteckige Ding mit der Aufschrift Ipod wurde auf der mumifizierten Leiche eines Bewohners aus Süditalien gefunden. Wer von euch weiß noch, wer die Italiener waren? Sehr gut, Yk2ww13, es war ein Volk der Sänger. So, wir kommen nun in einen anderen Saal. Bleibt bitte zusammen, nicht auseinander laufen!
In diesem Saal können wir viele jener Lebewesen sehen, die zusammen mit dem prähistorischen Menschen auf unserem Planeten lebten. Wie wir im Verlauf des letzten Schuljahres gelernt haben, war der prähistorische Mensch so gebaut, dass er die Hauptnahrung zum Leben auf dem Planeten woher bezog? … wer weiß es noch? Richtig, Yk2ww13 … aus der Luft! Vor langer Zeit war der Planet voller Luft. Man vermutet, dass es eben diese Luft war, durch die der einstige Homo Sapiens zur Selbstzerstörung gelangte. Er nahm es als selbstverständlich hin, dass die Luft ein natürliches Element war, und er hatte sich nicht um eine Alternative für diese grundlegende und lebenswichtige Energiequelle bemüht.
Heute laufen wir mit unseren schönen Mundmasken und unseren kleinen Sauerstoffflaschen herum, weil wir es verstanden haben, Luft herzustellen. Wir leben zweifellos in einer besseren Welt.
Heute hat jeder das Recht, einen Computer im Gehirn zu haben.
Generationen von Menschen haben für dieses Recht gekämpft, das den Menschen von allen niederen Rassen, die auf der Erde leben, unterscheidet.
Alle Bemühungen im Rahmen des Fortschritts zielen auf die Optimierung des Individuums ab. Man hat endlich Abstand genommen von jenem Gemeinsinn, der das träge Verhalten des prähistorischen Menschen charakterisierte, und man hat sich auf die Kraft der Fragmentation konzentriert und dem einzelnen Individuum dazu verholfen, sich die eigenen Energiequellen selbst zu schaffen. Heutzutage wisst ihr alle, was ihr tun müsst, um euch eure Luftreserve jeden Morgen herzustellen, sie in die hübschen Flaschen zu füllen und am Strahlenschutz-Raumfahreranzug festzuschrauben, bevor ihr in die Schule geht. Früher wurde den Kindern geholfen von wem? …Na, wer weiß es? …. Von… von den … Sehr gut, Yk2ww13 … lass aber auch die anderen antworten … richtig, von den Eltern. Die Eltern waren jene Personen, die einst sämtliche Rechte über das Kind in Anspruch nahmen, weil es dank ihrem Beitrag geboren wurde. Heute werden wir individuell von der genetischen Anlage hergestellt, die den Planeten steuert, und sind das Ergebnis des technologischen, industriellen und chemischen Fortschritts des Menschen.
So, Kinder, wir betreten jetzt diesen Saal, wo auf einem ständig laufenden Video ziemlich schockierende Bilder zu sehen sind. Ihr habt alle das zweite Lebensjahr vollendet und seid deshalb reif genug, um euch die berühmten Tiere anzusehen: ein Volk, über das der prähistorische Mensch herrschte, das er züchtete und mit dem er sich aufgrund seiner physiologischen Bedürfnisse zu umgeben pflegte. Der Grund für dieses Bedürfnis lag genau in dem zweiten Problem, das den Homo Sapiens zu seiner eigenen Zerstörung führte. Ihr müsst nämlich wissen, dass der Homo Sapiens aus dem größten Teil dieser Wesen seine Nahrung bezog, indem er sie, roh oder gekocht, verspeiste. Heute sind die Tiere leider ausgestorben, und unsere Rasse ist die einzige, die diesen Planeten noch bewohnt.
Dieses erste Dia zum Beispiel zeigt ein Mädchen, das ein solch haariges Ungeheuer umarmt … seht ihr es? Haltet euch nicht die Augen zu. Ihr müsst diese Bilder sehen! Das Mädchen legt sogar die Lippen auf die Schnauze des behaarten Monsters nach einer alten Sitte, die unsere Vorfahren … wie nannten? … na, wer weiß es? Yk2ww13, es geht nicht, dass immer nur du antwortest, lass auch deine Kameraden auf dem elektronischen Gehirn digitieren! Aber gut .. die Antwort ist richtig: Kuss! Die Menschen früher hatten die Angewohnheit, ihre Münder aufeinander zu pressen, um ihre Zuneigung auszudrücken. Heute teilen wir unsere Sympathie oder unsere Zuneigung zu anderen durch die … Vibrationen des Gedankens mit. Das haarige Ungeheuer, das das Mädchen in den Armen hält und küsst, heißt … wer kann es sagen? Yk2ww13, halt mit dem Stahlfinger und Ruhe …. Das haben wir noch nicht durchgenommen und deswegen könnt ihr es auch nicht wissen … wir können es aus einem Halsband schließen, einem archäologischen Fund, der, stellt euch vor, auf das Jahr 2019 zurückgeht, das war von neunhundertfünfzigtausend Jahren… und auf dem ein Wort steht: Birillo!
In diesem Sinn lebte der Homo Sapiens in einem erschreckenden Widerspruch, der ihn im Laufe der Zeit an den Rand des Wahnsinns trieb. Das Volk der Birilli, jene haarige Wesen, von dem wir ein Exemplar mit dem Mädchen gesehen haben, galten als Tiere, die den Menschen Gesellschaft leisteten; sie schenkten sie auch den kleinen Homo Sapiens zum Spielen und zu ihrem Vergnügen, aber gleichzeitig unterzog man sie auch, wie ihr auf dem zweiten Dia seht, unsagbaren Torturen … hier … seht mal … diesem Birillo werden die Stimmbänder entfernt, um damit Kunststofftests durchzuführen. Dieser andere hingegen wird lebendig gehäutet, das heißt, ihm wird das Fell abgezogen, um daraus Taschen, Hausschuhe und Geldbörsen zu machen, alles Artikel, die dem damaligen Herren des Planeten zur Verschönerung ihrer eigenen Person dienten.
Und jetzt Ruhe bitte! Wir schauen uns einen Film an. Das Tier, das gehäutet wird, hängt an einem Haken … ihr seht an einigen zuckenden Bewegungen und Krämpfen, dass es noch lebt, während es dieser Operation unterzogen wird. Uns allen heute kommt das barbarisch vor, aber um den Sinn zu verstehen, müsst ihr euch vorstellen, in welcher Realität unsere Vorgänger auf diesem unseren schönen Planeten gelebt haben. Unsere Vorgänger waren noch nicht gut vertraut mit dem Gesetz von Ursache und Wirkung, dem einzigen Gesetz, das wir heute haben, um eine gute Gegenwart aufzubauen. Ihr wisst ja, dass wir in unseren Tagen eine bestimmte Anzahl fleischlicher Wesen schaffen müssen, das heißt Menschen, die uns die Möglichkeit bieten, Blut zu entnehmen … wer von euch weiß, wozu Blut gebraucht wird? Nein … nicht alle gleichzeitig antworten, damit verursacht ihr Interferenzen in meiner Steuerstelle … Ihr müsst lernen, die Klaue hochzuheben, bevor ihr auf eurem Terminal klickt… G8fra6699dou, antworte du mal. Richtig. ….genau so ist es. Das Blut benötigen wir, um unseren internen mechanischen Organismus zu ernähren. Durch eine richtige Blutdiät vermeiden wir, dass unsere elektronischen Mechanismen vorzeitig rosten. Wir brauchen Menschen, aus denen wir Blut zapfen können, und das ist der Grund, weshalb unsere Regierung beschlossen hat, dass jedes Jahr allerdings nicht mehr als eine Million menschliche Wesen geboren werden, die nur aus Fleisch und Haut bestehen. Doch im Gegensatz zu dem, was in der Vergangenheit geschah, werden diese Menschen, Lebewesen wie wir auf dem Planeten, mit gebührendem Respekt behandelt. Sie werden nicht in Käfigen gehalten und nicht lebendig gehäutet. Sie werden nicht misshandelt, sondern wie heilige Wesen behandelt. Sie bekommen schöne Häuser, werden gut ernährt, umsorgt und auf das Opfer vorbereitet, und am Ende sind sie gern bereit, ihr Blut zu spenden, damit gerade du jeden Morgen … und wir danken ihnen jeden Tag dafür … aufgepasst Sky32/2SxyK… ich rede auch mit dir .. damit auch du jeden Morgen deine schöne Injektion Blut zum Frühstück bekommst. Habt ihr noch Fragen? Gut … wir müssen jetzt zurück in die Klasse. Morgen gehen wir alle auf den Mars, um das Nordlicht zu sehen und unseren Planeten von oben zu betrachten. Habt ihr gewusst, dass die Menschen von früher glaubten, die Erde wäre eine Kugel? Sie haben nicht erkannt, dass sie flach war und dass das Gefühl der Rundheit nur von der Geschwindigkeit herrührte, mit der sie sich drehte. Gut, Yk2ww13, ich sehe, dass du aufpasst … genau wie eine Münze, die, wenn man sie in wirbelartige Rotation versetzt, den Anschein erweckt, sie sei rund. Die Menschen früher waren sehr beschränkt.
Sie waren Sklaven dessen, was sie als ihr höchstes Gut betrachteten: die Intelligenz. Sie war die Hauptursache für ihre Selbstzerstörung. Wisst ihr, wie unsere Vorfahren die Erde nannten? Das weißt nicht einmal du, Yk2ww13. Stellt euch vor, sie nannten sie den blauen Planeten.

2 commenti:

eleonora bini ha detto...

l'ispirazione... quella particolare predisposizione d'animo che ti tradisce in caso di bisogno, per poi folgorarti, sorprendendoti, quando meno te l'aspetti. praticamente... una smorfiosa intransigente piena di moine!!! ma tanto adorabile e carina quando ben disposta. ^-^

prova-commento per vedere se finalmente mi faceva accedere qui sul blog. ok! ciao. continua a lasciarci queste chicche... please!

Angelo Orlando ha detto...

Una commessa che fa come le pare. Infatti... bisogna eternamente imparare a educarla :)