giovedì 15 settembre 2011

DIVAGAZIONI SUL TEMA DI AMORE E PSICHE

Le favole della mezzanotte.
Ci sono alcune favole che si raccontano solo a quest'ora.
Riflessioni.
Ve le ricordate?
Ce le davano a scuola. C'era sempre qualcosa su cui bisognava riflettere.

A scuola i professori d'italiano ci davano i temi. I temi avevano dei titoli terribili che si chiamavano "tracce". Tu dovevi ispirarti al titolo e scrivere qualcosa. Si stava fermi per due ore e mezza pensando sempre di consegnare in bianco. Poi l'ultima mezzora, l'horror vacui ci faceva scattare qualcosa e si partiva a scrivere, consegnando cose che facevano piovere brutti voti a catinelle.
Una delle tracce che mi sono dato in questo periodo è il tema di Amore e Psiche. Per chi non lo sapesse, si tratta di una favoletta di Apuleio ispirata all'allegoria dell'Anima che incontra l'Amore. 
Molt bé...
Cosa succede? 
Ecco il riassuntino con un misto di riflessioni ogni tanto.

Psiche, cioè l'Anima, era proprio una ragazza bella, non era una dea ma una mortale e la sua bellezza era pari soltanto a quella di Venere. E a Venere (Afrodite per gli amici greci), questa cosa non le andava giú. Decise di mandare suo figlio Amore (Eros) con il suo famoso arco e le freccette per farla innamorare di uno degli esseri più orrendi, brutti e cattivi della terra. 

Tutti gli uomini si tenevano lontani da Psiche, quasi come se fossero abbagliati e spaventati dalla sua bellezza. Le sue due sorelle avevano già trovato marito e lei no. I genitori allora la portarono da un oracolo per cercare di capire un po' che destino potesse avere questa figlia bella e sfortunella. 
L'oracolo, pilotato da Venere, ci andò pesante... 

"Portatela in cima a una rupe e non aspettatevi un genero da stirpe umana nato..." 

Questo significava che il futuro marito non era certo un bel partito. Psiche decise di accettare questo suo destino e si lasciò portare in alto. In alto. Dove il bel dio con l'arco e freccettte, figlio di Venere, avrebbe dovuto colpirla e completare l'opera. 

Amore che fino a quell'istante, aveva trafitto sempre un po' a casaccio, era abbastanza emozionato. Questo era il suo primo incarico serio e gliel'aveva dato sua madre. 
Il guaio fu che nell'attimo in cui stava per scoccare il dardo, il suo sguardo incrociò quello di Psiche e s'innamorò di lei perdutatemente.

Cosa succede se l'Amore incontra l'Anima? 
L'Amore ad un certo punto della vita, arriva al suo plot-point e questo punto di svolta è un ordine, parte dalla madre, cioè dal punto di riferimento femminile più importante che abbiamo. Il nostro cuore ne è fortemente condizionato. Il dardo è pronto per essere scoccato, tutto sta per ripetersi. Le cose partono e arrivano, cominciano e finiscono. Quante frecce ha scoccato Amore? Ne abbiamo perso il conto. Riportiamo il mito a noi stessi. Cerchiamo di lasciar fuori un istante la favoletta. Ora noi siamo nel mondo delle riflessioni. Stavolta il puttino alato non può far finta di non aver visto quello che ha visto. Quella donna, la cui bellezza arriva a tal punto da assomigliare a sua madre, non può innamorarsi di un essere orribile!
L'Anima si merita il meglio. L'Anima si merita l'Amore. 
E allora Amore studia l'inganno. 

"Quella mi piace forte!" Pensa.
"Ma col fatto che mia madre mi ha dato l'ordine di scoccare il dardo e farla innamorare di un mostro, io devo uscire dai miei soliti schemi. Basta frecce a casaccio. Voglio provare a far innamorare l'Anima, ma senza farmene accorgere da mia madre. Il buio e il vento sono i miei complici".

E allora torniamo al mito. 
Eros cambia leggermente le carte in tavola. 
Con l'aiuto di Zefiro, venticello dolce e suadente, porta l'Anima nella sua casa. E lì succedono cose turche. 
Sesso.
Ogni notte, nelle tenebre, per la paura di riconoscere nel volto dell'amata, il tradimento all'ordine della madre, il dio Eros incontra Psiche e la fa sua. Psiche, prigioniera nel castello di Cupido, si abbandona a lui, accettando di far l'amore al buio.


Riflessioni: l'Anima prigioniera della materia, si dimentica di sé nell'oscurità di una stanza nuziale, legata a una passione che le travolge i sensi. Tutto va bene, fino all'attimo in cui, qualcosa scatta nel ricordo dell'Anima. Questo ricordo di sé non nasce da solo. Purtroppo nasce anche qui da un inganno. E sono le sorelle di Psiche a contribuire al risveglio della bella consanguinea. Come le sorelle di Cenerentola, esse sono molto invidiose della bellezza di Psiche. Due sorelle già belle e sistemate, due parti terrene che in quel momento, si scopre essere piene di rancore e d'invidia nei confronti di Psiche, quasi come se percepissero il potere dell'Anima di sovvertire un ordine delle loro fortune. Che fanno? L'avvertono di un pericolo. Le dicono: "Guarda che tuo marito, sta tramando per ucciderti!" Psiche le crede. Chi non le crederebbe? 
Il tradimento a volte, arriva lì dove siamo più fragili. Psiche fino a quell'istante, ha sempre amato in modo disinteressato, poetico ed essenziale la vita. Psiche (Anima) non può dubitare delle sue sorelle. E decide di fare una cosa che le farà affrontare il viaggio più allucinante che possa accadere a un essere umano: il viaggio verso la consapevolezza. 


Psiche quella notte, accende un lume per guardare in viso il suo amante. S'accorge che non è affatto un mostro, ma è Amore, il figlio di Venere, il dio alato in persona. Emozionata per questa scoperta, si agita e una goccia le cade dal lume che ustiona il suo sposo. 

Qui mi fermo... perché ormai è notte fonda e ormai ho già da tempo oltrepassato il regno delle favole della mezzanotte. Mi fermo qui,  nel punto esatto in cui le mie riflessioni, quasi mi costringono a credere che l'Anima per non perdere l'Amore, non debba mai guardarlo in faccia, cioè non debba mai razionalizzarlo, ma mantenerlo distante da sé, avvolto nel buio, dove la conoscenza non può entrare. Forse è vero, chissà... ma le favole a volte, non finiscono mai. Le favole cercano sempre differenti finali e quello della povera Psiche che comincia a vagare raminga, alla ricerca di un modo per morire o per salvarsi, è già un'altra storia. Magari la affronteremo più in là, se avrò cuore, coraggio o paura, di accendere un lume nella notte.


3 commenti:

AlmaCattleya ha detto...

Ciao. Mi fa piacere di essere stata utile. Aspetto la seconda parte: le cose infatti si fanno più interessanti.
Un saluto anche a te

Fiore Sun ha detto...

....forse il mondo è una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano - e nemmeno è Amore, questo è stupefacente, ma è mani, è pelle, labbra, stupore, sesso, sapore - tristezza, forse - perfino tristezza - desiderio.
Quando lo racconteranno non diranno la parola amore - mille parole diranno, tacceranno amore - tace tutto, intorno,...quando d'improvviso (Psiche lo illumina con la luce di una candela e "vede" il suo vero volto non è il mostro che immaginava fosse..)"Psiche" sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell'uomo dentro e pensa: morirò.
Sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell'uomo dentro, gli afferra le mani e, vedi,....non morirà.

("liberamente" tratto da OceanoMare )

Anonimo ha detto...

Anima,nel senso che tu hai ben percepito,la parola più importante della mia vita.

(Loverman)