venerdì 23 settembre 2011

UN GRANELLO DI SABBIA

Ecco qui. In pieno regno della mezzanotte. Molti di voi leggerete questa favola di giorno, ma è lo stesso. La nostra mezzanotte è un aldilà immaginato, oltre la sfera del tempo o del possibile. Un luogo così vicino che risulta essere invisibile. Il nostro mondo della mezzanotte non ha tempo. Non ha un orario. Non ha buio, nè luce. È un luogo dove è possibile entrarci per caso o dopo un peregrinare infinito. È un tunnel che porta nell'altra casa, quella dove non si può camminare da soli se non perdendosi, ma dove necessariamente si ha bisogno di una guida, umano o gatto che sia. Un, due, tre... Benvenuti...

Tanto tempo fa, ma proprio tanto tanto, la terra era un paradiso bellissimo. L'acqua sgorgava ovunque, non esistevano animali feroci e gli uomini non conoscevano il male. Sugli alberi cresceva la frutta senza gli additivi e tutto era fresco e saporito. Non esistevano i negozi biologici perché era già tutto biologico. Non c'era bisogno di andare a cena dal vegetariano perché si mangiava solo vegetariano. Dio passeggiava tranquillo sui sentieri del mondo e ogni tanto si faceva anche qualche chiacchiera con qualcuno, naturalmente senza qualificarsi. Non c'era bisogno infatti di dire che tutto questo paradiso lo aveva creato lui. Dio infatti era una personcina umile, si rasava tutti i giorni e non ci pensava proprio a farsi crescere la barba. Una volta si era fatto crescere le basette e il ciuffo, ma quando una sera gli chiesero di cantare Suspicious Mind decise di tagliarsi tutto. 

Un giorno due uomini, due amici, fecero una cosa strana. Una mela cadde da un albero e uno dei due la raccolse nel momento stesso che l'altro pensò che gli sarebbe piaciuto mangiarsela. Si creò quindi il primo conflitto della storia dell'uomo. Quello che aveva raccolto la mela se la mise in tasca e quando il suo amico gli disse che voleva mangiarsela, non gliela diede. I due cominciarono a litigare e a insultarsi. Guarda caso, in quel momento Dio passava da quelle parti e vedendo questa cosa strana, cioè che due uomini si stavano insultando, si mise in mezzo, cercando di dividerli. Si avvicinò proprio nel momento in cui i due venivano alle mani e visto che i due non la smettevano di litigare, dopo averli osservati per un po', decise d'intervenire. Fece venire un temporale fortissimo. I due uomini si ripararono sotto i rami dell'albero e sotto la pioggia che cadeva, Dio si rivolse a loro. 

"Allora, statemi a sentire. Questo bel giardino è tutta roba vostra. Perché avete litigato per una mela? Lo vedete quante mele ci sono qua? E che modi sono questi. Sapete chi sono io?"

I due uomini lo guardarono senza rispondere.

"Eh? Non lo sapete, eh? Io sono Dio! E sapete che c'è di nuovo? Che la prossima volta che ci sarà una lite o un'azione malvagia qua, io farò cadere un granello di sabbia sulla terra... eh? E sapete questo che significa? Che tutto questo ben di me... questo verde, questi ruscelli, questi frutti... potrebbero anche sparire!"

Detto questo, si girò e si avviò per andarsene, ma poi si voltò di nuovo.

"Capito?"

I due uomini non risposero.

"Ah 'mbè!" Disse Dio. E se ne andò.

I due uomini  si guardarono. 

"Ma chi era questo?" Chiese uno all'altro.
"Ma che ne so... non era un amico tuo?"
"No!"
"Ma che ha detto?"
"Che era Dio!"
"Dio chi?"
"E che ne so... forse era un pazzo!"

I due uomini si allontanarono senza aver capito che quel signore, era il padre di tutto quello che era stato creato. Il giorno dopo, in un'altra zona della terra, altri due uomini litigarono per un problema di spazio. Uno aveva tracciato un solco per terra e aveva deciso che da quella linea, la terra era di sua proprietà. Ci aveva piazzato un bel cartello con su scritto: "Strada privata". Molti si fermarono a leggere quel cartello, ma non capirono che cosa significava. Uno dei presenti allora, pensando che dietro al cartello c'era scritto la soluzione, oltrepassò il solco. Appena fece un passo oltre la linea di confine, l'uomo che l'aveva tracciata, gli diede una mazzata sulla fronte talmente forte che si dovette allestire alla buona, il primo ospedale della storia dell'umanità. L'uomo colpito per la botta, perse un occhio. 

Dio che nel frattempo si era fatto crescere la barba, lo venne subito a sapere. Mantenne la promessa e fece cadere un granello di sabbia così minuscolo che nessuno se ne accorse. Ben presto, i parenti di quello che era stato colpito decisero d'inventare una cosa e chiamarla "vendetta". Per creare questa cosa chiamata vendetta, dovettero inventare anche una cosa che si chiamava regola e per inventare questa cosa chiamata regola, dovettero inventare delle parole adatte. Il nome della regola era: occhio per occhio. Questa regola cominciò a dilagare e ben presto, nacquero tante azioni a cui seguirono l'equivalente di reazioni. Era nata la violenza. Per arginare questa violenza, alcuni uomini cominciarono a costruire dei recinti per la violenza. Nacque così la violenza negli stadi. Dio cominciò a buttare sulla terra, tanti granelli di sabbia così quante azioni violente si creavano. Ad un certo punto, gli stadi non bastarono più. Gli uomini cominciarono a litigare per qualsiasi motivo. Ogni tanto, c'era qualcuno che tracciava solchi, quadrati, rettangoli per terra che delimitavano le proprietà davanti alle quali ci scrivevano di tutto, da "proprietà privata" a "attenti al cane". Gli uomini cominciarono a perdere l'unità, si frammentarono in gruppi, in tribù, in cooperative, in società a responsabilità limitata. Solchi su solchi delimitavano aree sempre più vaste. Nacquero i paesi, le città, le nazioni. Nessuno faceva caso alla sabbia che pian piano copriva il loro paradiso.
Cominciarono le faide, famiglie contro famiglie, le guerre, popoli che si ammazzavano di botte. La sabbia seppellì ogni cosa, campagne, mari, montagne, cancellò i ruscelli, i fiumi e gli animali se ne andarono lontano, dicendo tra di loro che non volevano avere più niente a che fare con gli uomini. Si formarono immensi deserti che coprirono buona parte di quello che era stato il paradiso. Le generazioni future dimenticarono presto com'era la terra un tempo. Dio pensò di non tornare più tanto spesso in quel posto, ma decise anche di regalare agli uomini il ricordo di tutti i giardini e di tutte le acque scomparse. Ecco perché, di tanto in tanto, chi cammina per le terre aride del deserto, ha delle visioni. 

Oggi qualcuno chiama queste visioni: miraggi. 

I miraggi sono riflessi di qualcosa che esiste però. 
Angoli di paradiso esistono ancora.

Qualcuno che sa cercare e sa attraversare il deserto, può avere la fortuna d'incontarli. Questi posti si chiamano: oasi. 

La sabbia non ha potuto cancellarli. 

Neanche Dio ha potuto farlo. Non si sa se per un residuo di tenerezza per ciò che aveva creato all'origine o perché esiste davvero una possibilità di salvezza per l'uomo. Questa possibilità d'incontrare un'oasi in un deserto arido, pari alla possibilità di formare nella propria vita, ad un certo punto, un angolo dove trovare acqua, cibo, tranquillità e ristoro da ogni conflitto, affanno o lotta che affligge l'umanità, come una malattia incurabile. Un posto dove ricordare le parole di Dio: "Non trasformate il vostro paradiso, in un arido deserto!"


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