martedì 4 ottobre 2011

IL COMICO VERO

Un comico vero vive tutto in funzione del ritmo. Scandisce la sua vita con le risate. Non può passare un certo numero di secondi se non c’è una risata netta e forte. Non risatine. Risate vere e proprie. Risate che cadenzano gli attimi con un ritmo giusto che si adattano al tempo delle giornate da riempire. Pian piano, le risate cominciano a diventare immaginarie. Le parole della gente, le parole scritte sui giornali, ascoltate alla radio, agli altoparlanti delle stazioni, cominciano a trasformarsi in un canovaccio da sperimentare attimo per attimo. È il ritmo interiore che si sta formando e che ormai è una seconda pelle. Il ritmo nei comici veri, si forma insieme alla vita. È il tempo che dà il tempo. È un mistero, come la pausa tra un respiro e un altro o il sogno e la veglia. È l'attimo vissuto esattamente quando deve esser vissuto. È il regno dell'accorgersi che spalanca la lastra di pietra e scopre i due menhir a guardia del trono di Kronos. Il tempo non ha segreti per un comico a patto che questi non decida mai di analizzarli. Il comico vero deve fidarsi dell'aderenza che il battito del proprio cuore ha con lo stesso movimento che ha una foglia che cade. Il comico vero sa cos'è una pausa, la rispetta e non la invade, non eccede, non si crogiola con un applauso, anche se lo osserva e lo vive con stupore ogni volta che si ripete. Il comico vero è colui che non è geloso degli altri comici. Ride e si diverte alle loro battute e non conosce la parola competizione. Il comico vero è forte del proprio intuito, ama la parte centrale dello spettacolo che corrisponde all'età matura, sa entrare in scena per ultimo ma anche se dovesse aprire lo spettacolo lo fa con la gioia di chi sa che far l'apertura è una grande responsabilità. Il comico vero sa che la televisione è importante ma non ne fa un traguardo. Il comico vero ha l'entusiasmo diviso a metà, ma ha il sorriso del bambino; riesce ad entusiasmarsi per una risata inaspettata ma non cerca di sfruttarla al massimo. È un entusiasta di natura, ma custodisce almeno tre segreti nel cuore che lo rendono triste. Una parte del suo entusiasmo gli resta attaccata anche alla fine dello spettacolo; un'altra, se ne va verso il silenzio e un'altra ancora, si allontana definitivamente da lui per ritornare solo al prossimo spettacolo. Un comico vero vive in un conflitto eterno. A volte, nella frammentarietà del suo animo, questa è la parte più forte perché non conosce mai la sua destinazione. Il comico vero sa quando è il momento di fermarsi e sa che questo momento, coincide sempre con un appuntamento inevitabile con l'ombra vivida e gigante che vuole, desidera sempre di più. Il baratro della tristezza è sempre presente dietro ogni maschera che ripone su una sedia insieme agli abiti, la notte prima di chiudere gli occhi, ma il comico vero, sa riconoscere la verità e si fida soltanto della veritá, pur sapendo che dal momento che dichiara guerra alla menzogna, il mondo cercherà di fargli cadere anche l'ultima maschera dietro la quale, non potrà più nascondersi. Il comico vero ama il suo pubblico, lo sente, lo rispetta, lo accudisce come un bambino e lo guida verso il difficile passaggio della realtà che si dirige verso il regno della risata. Il potere della risata è energia che rigenera e ristora ma non guarisce. Questo il comico vero lo sa, per questo non si prende mai troppo sul serio. Quando la gente comincia a riconoscerlo per strada, un comico può capire se davvero è un comico vero. Egli può sperimentare la propria fragilità e la propria debolezza, esattamente il contrario di quello che l'apparenza offre e cioè, successo e popolarità. Il comico vero sa affrontare la confusione. A volte ride guardandosi allo specchio perché nell'immagine riflessa sputtana tutti i suoi trucchetti e tutti i suoi alibi. Qualche volta deve avanzare a piccoli passi nel buio, da solo, mentre l'unica guida per procedere è il mormorio del mondo che gli si distrugge intorno. Il comico vero soffre in silenzio per tutti questi ragionieri della risata costretti a far ridere in tre minuti di tempo televisivi per poi cedere il passo al prossimo show o alla pubblicità. Il comico vero ama i riflessi dei lampioni che illuminano la pioggia, custodisce il proprio diario segreto su cui annota ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e cerca continuamente il talento nei giovani perché sa che nella vita, non c'è niente di più triste che un talento soffocato dalla paura d'esprimersi. A volte, il comico vero si alza di notte e resta a guardare il cielo notturno, sceglie una stella, la più piccola o la più lontana che sia e immagina che quella stella sia la luce del prossimo palco che lo aspetta, socchiude gli occhi e ripassa per bene, la parte.

2 commenti:

gino ciaglia ha detto...

ANATOMIA DI UN COMICO.
COMPLIMENTI, NN POTEVI TROVARE ALTRE PAROLE PER DESCRIVERLO. E FORSE, REALMENTE, NON CE NE SONO.

Anonimo ha detto...

"quando un artista ha la sventura di essere in preda alla passione che vuol reprimere, non è più capace di renderla, in quanto egli è la cosa stessa invece di esserne l'immagine"
HONORE' DE BALZAC