martedì 25 ottobre 2011

SOGNARE FORSE

Ecco. Ce l'hai fatta. Sei arrivato ancora una volta su quel limite. 
Mannaggia! Che peccato che ora tu sei così lontano. Altrimenti avresti saputo cosa fare. Avresti saputo cosa dire. Vero? Ne sei davvero sicuro? Gira un'altra pagina come hai sempre fatto. Non puoi fermarti. Non puoi evitare di sognare. Lo hai sempre fatto. Fai uno sforzo. Cosa sognavi prima di sognare? 
E soprattutto, adesso che sei lì, dicci: qual è l'ultimo sogno dell'uomo? Dove possiamo cercarlo? Forse in una parola nella notte, sussurrata come il respiro di un bimbo che sta per addormentarsi? Cosa c'è al di là del sogno? Forse il nulla. 

Immagina una mattina di svegliarti e di non avere più un sogno. Già, proprio così. Ogni cosa è uguale a se stessa. Ogni attimo che hai vissuto è servito solo per arrivare sul limite di questo confine, dove il sogno ha lasciato il posto al silenzio, un vuoto incolmabile che avevi cercato senza saperlo. Possibile? Tutta qui la ricerca della felicità? Semplicemente bastava non sognare più? Non è possibile. Dov'è l'ultimo sogno dell'uomo? Oltre ogni immaginazione, non riesci ad immaginarlo questo luogo. Non da qui. Non dai tuoi anni, da questa corrente che ti porta ancora a sperare in un altro viaggio, in un'altra passione, un fuoco da accendere o un altro cuore da proteggere insieme al tuo. Quel giorno non può essere vicino. Te lo dici piano, con l'arte della vaghezza che hai imparato a confondere con le  sensazioni primitive. Gli sguardi sul mondo ti contraddicono però. 
Il mondo... questo povero mondo surriscaldato da tanti poveri folli, pupazzi disegnati con inchiostro simpatico, avvolti irrimediabimente dai mille volti di una stoltezza stratificata nella loro stessa fine. Ma tu... tu ancora giochi al gioco del mondo? Ti metti ancora nei suoi panni qualche volta? Che ridere. Un attimo ed ecco... 

"Io sono il mondo!"

E allora osservi questi piccoli parassiti che hai imparato anche ad amare perché in un certo senso, ti hanno fatto compagnia da pochi millenni a questa parte. Ne sopportavi il ronzio fastidioso, li accudivi sotto il manto della tua atmosfera e se te ne perdevi qualcuno per strada, l'istinto era sempre di andare a recuperarlo. 

"Cosa vogliono ora da me?" 

Si dividono in così tante fazioni e quando ne hanno creata una, la dividono ancora e ancora e ancora. Pensano che nella frammentazione ci sia il tuo segreto. E quanto più pensano di averlo raggiunto, strappando quello che credono sia l'ultimo velo, si ricordano del loro ultimo sogno che era soltanto uno sguardo di tenerezza, lanciato da un piccolo ponticello, su un ruscelletto che sfocia nel mare dove si erge la torre di una pietà silenziosa. Pietà per tutto ciò che si poteva fare, indirizzando l'ultimo sogno verso un'evoluzione sincera dell'uomo, naturale e armoniosa, senza cercare ad ogni costo, d'impedirne la visione costruendo dighe sempre più grandi, con ammassi di scartoffie, scheletri insanguinati, rami secchi e polvere che il vento si porterà via in un solo soffio. Uomo e mondo, uniti dalla percezione di questo ultimo sogno. Eccoli qui. E allora, la senti pronunciata dalla tua voce, sapendo benissimo che non è solo la tua. L'ultimo sogno, coincide con l'ultima preghiera possibile, regalata per te, da te all'uomo e al mondo: "Caro amico mio, vero padre e madre di ogni senso e battito della mia vita. Io ti prego, alle spalle ormai della mia ultima certezza, finalmente libero dalla volontà che mi ha portato a seguire le strade false di una fretta antica, nell'attimo dell'estrema solitudine che tutto ciò che è reale mi spalanca davanti, io ti prego... aiutami a guardarti davvero negli occhi e se possibile, a far entrare in ciò che resta dei miei stupidi sensi... il pensiero che ciò che avrei voluto o vorrei sognare per l'ultima volta, era o sia solo un sogno di libertà".
"L'umanità si auto-estinguerà nel momento in cui smetterà di investire nei sogni più estremi. In effetti, che senso ha, per la natura, una specie che non cerca più cambiamenti, adattamenti ed evoluzione?" Nik Redian

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