domenica 30 ottobre 2011

TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA...

Pietro nacque a Betsaida in Galilea. Dicono che morì a Roma, crocifisso a testa in giù, sotto il periodo di Nerone. Nessuno lo può confermare con certezza, ma pare che le cose andarono proprio così. In realtà si chiamava Simone e fu uno dei dodici apostoli di Gesù. Apostolo viene dal greco e significa inviato. Pietro perciò era un inviato. Un po’ come quelli del telegiornale che vengono inviati nei posti lontani. Ai tempi di Pietro non c’era ancora il telegiornale perciò Pietro era sempre disoccupato. Pietro andava spesso al lago a far finta di pescare. Quando tornava a casa, la moglie gli chiedeva: “Che hai pescato oggi?”
Pietro rispondeva sempre: “Niente… non ci sono pesci!”
La moglie a quel punto gli diceva sempre: “ Ma allora che ci vai a fare al lago?”
Pietro le rispondeva che andava al lago come inviato, proprio per dare la notizia che non c’erano pesci al lago. La moglie allora gli chiedeva: “Ma a chi la devi dare questa notizia?”
E Pietro le rispondeva: “A te che ogni volta me lo chiedi!”
La moglie di Pietro già pensava di farlo rinchiudere in qualche istituto, quando un giorno al lago, arrivò Gesù che lo assoldò dicendogli che da quel giorno in poi lo avrebbe fatto pescatore di uomini. Una mattina Pietro però, ritornò a casa a braccetto con un marocchino palestrato. La moglie gli chiese: “E questo chi è?” Pietro rispose che lo aveva pescato al lago mentre si stava facendo il bagno. La moglie se ne andò immediatamente di casa. Gesù gli disse di smettere subito con la pesca.
E gli diede una pietra dicendogli che da quel momento, doveva pensare solo a quella. Pietro cominciò ad andare in giro sempre con quella pietra. Se la portava appresso tutto il giorno in uno zainetto e la notte se la metteva sotto al cuscino.
Secondo i vangeli sinottici, Simone detto Pietro fu il primo a mettere la pulce nell’orecchio a Gesù che era il figlio di Dio. Infatti quando Gesù ebbe un amnesia che non si ricordava più chi era, chiese a Simone: “ Ma tu ti ricordi chi sono io?” Simone rispose: “Tu sei il figlio di Dio!” E poi subito dopo aggiunse: “Che ho vinto?” Gesù allora gli disse: “Hai vinto che d’ora in poi ti chiamerai Pietro e non più Simone!” Simone detto Pietro, allora chiese: “Ma perché se mi chiamo Simone mi devo chiamare Pietro?” Gesù gli rispose che così per lui era più facile ricordarsi di sé. E gli disse che su quella pietra che gli aveva dato, doveva edificare la sua chiesa.
"La mia?" Chiese Pietro.
"No, la mia!" Rispose Gesú.
"E le altre?"
Gesú se lo guardò per bene e poi gli rispose che per edificare una chiesa, basta partire da una sola pietra. Poi gli diede delle chiavi metaforiche con cui doveva aprire il regno dei cieli.
“Cos’è il regno dei cieli?”
Chiese Simon Pietro.
Gesú gli disse che il regno dei cieli in realtà non era nei cieli ma stava dentro di lui. Gli disse che era un luogo interiore bellissimo che tutti gli uomini hanno e che basta entrarci per scoprirlo.
“Ma allora se basta entrarci per scoprirlo che me ne faccio di queste chiavi?”
Gesú gli rispose che erano chiavi metaforiche e che in realtà il regno dei cieli è un luogo sempre aperto.
“Chiedi e ti sarà dato!”
Gli disse Gesú e gli mollò metaforicamente un grande mazzo di chiavi che Pietro sempre metaforicamente, si appese alla cintura.
Pietro lo rassicurò, gli fece la boccuccia per fargli capire che aveva capito. In realtà Pietro non aveva capito nulla, ma conosceva la più antica regola della conoscenza: “Mai e poi mai contraddire il tuo maestro”...

O la tua maestra! 

Altrimenti, sono bacchettate. 



"Scherza con i santi, ma lasciami stare il centravanti". Diceva un antico proverbio calcistico. Restiamo sempre nel gioco e nel tempo di una metafora. 


L'apostolo Pietro oltre ad essere una figura umana e meravigliosamente attuale, è importante (non che gli altri undici siano da meno) perché grazie a lui, abbiamo la risoluzione a molte risposte che altrimenti, resterebbero celate tra i tanti enigmi che a volte si celano nella semplicità delle cose.
È grazie a Pietro che abbiamo la possibilità di comprendere che è dagli errori che s'impara. Ad esempio, se si vede camminare sull'acqua il proprio maestro non bisogna cercare d'imitarlo subito, altrimenti è quasi matematico che si sprofonda.
Simone detto Pietro era un ragazzo disponibile ad imparare. Nella sua vita commise tante cazzatelle, ma le ammise tutte e cosa importantissima, se le perdonò tutte. Fu l'unico a chiedersi e a chiedere spiegazioni, cercando di razionalizzare perfino il perdono e quando non ci riuscì, si perdonò anche questo. 
"Quante volte dobbiamo perdonare? Una, due, tre... sette volte?"
Gesù gli rispose: "Settanta volte sette!"
Pietro fece per moltiplicare sette per settanta e il risultato gli venne 490, ma poi, nel tempo, fissando sempre la sua pietra da cui non si staccava mai, comprese che settanta volte sette non era una moltiplicazione, ma sette alla settantesima. Andò per fare i conti e si accorse che per far uscire un numero possibile da questa operazione, non gli sarebbe bastata una calcolatrice usata dai comuni mortali  di tutti i tempi a venire, ma che per cercare di comprendere questo risultato, doveva semplicemente cercare d'avvicinarsi all'infinito.
E in un certo senso, tra tutte le sue chiavi, trovò quella giusta.



1 commento:

Fiore Sun ha detto...

Ma che bello sorridere di cuore!
E' un sorriso diverso.....curioso, attento e giocoso...è il sorriso più bello che c'è!
Grazieeeeeee :)