venerdì 2 dicembre 2011

LASCIARE IL FIDANZATO QUANDO È MOLTO PIÙ GRANDE DI TE: ISTRUZIONI PER L'USO


LASCIAR PARTIRE LA MUSICA PRIMA DI LEGGERE

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La tua amica coinquilina non c’è. È uscita presto stamattina.

Avresti avuto bisogno di parlar con lei. Lo sai da diversi mesi. Non riesci a capire perché, ma l’unica cosa certa è che lo sai e non lo sai.
Lo sai da… ma non riesci a dare un senso al tempo che è passato da quando hai saputo che non lo ami più. Possibile? 

Non lo ami più. 

Hai sempre avuto un rapporto speciale con la verità e allora passi oltre. L’ombra è viva. È dentro di te. Sei tu l’ombra perché dall’ombra riesci a vedere più chiaramente le cose. L’hai sempre cercata l’ombra. Da bambina facevi un gioco. Non respiravi al sole. Trattenevi il respiro e aspettavi che arrivasse l’ombra per continuare a respirare. Non hai mai perso questo vizio: respirare all’ombra. Produci ombra.

Dai ora un bel respiro. Prendi ancora una volta il cellulare tra le mani.

È da qualche giorno che non vi vedete. Non lo hai deciso. È stato facile. È bastato dirgli che dovevi studiare per preparare l’ultimo esame prima della tesi. Ogni tanto lo hai chiamato. La sua voce era sempre la stessa. 

“Amore mio…”

Come le usa facilmente queste parole lui.

Lui, così grande rispetto a te che sei ancora una bimba. Troppi anni. Te li sei fatti talmente tante volte i conti: tra dieci anni, quando lui avrà… io ne avrò… com’è stupido il tempo quando ci porta oltre. Eppure, non riesci a sacrificare tutto questo tempo che ti divide da questo presente. Sei così piccola. Non hai vissuto niente. Non puoi andare oltre. Sei arrivata al bivio. E lui… lui lo rispetti troppo per tenerlo legata a te che un giorno andrai comunque via.

Alzi la testa dai libri e guardi lo schermo del computer distratta. Non ti riesci a concentrare. Sai che devi dirglielo. Devi parlargli.

Non è vero che non lo ami. Lo ami da morire. Ti ha salvato la vita lui. Ti ha sbloccato ogni cosa che ti teneva legata alla paura di lasciare. Ti ha dato coraggio e ti ha fatto vedere il mondo che non eri riuscita ancora a scorgere dentro di te. 

“Amore mio…”

Te lo ha scritto anche nell’ultimo sms che è arrivato puntuale, a quest’ora del giorno, nella tua stanzetta illuminata dal pallido riverbero del sole che filtra dalle persiane abbassate.


È luglio...
Tra qualche giorno, dopo l’ultimo esame te ne andrai in vacanza con le tue amiche di sempre. Glielo avevi già detto. Lo avevi avvelenato pian piano all’idea che non avresti passato l’estate con lui. E lui l’aveva presa bene. Lui e la sua vita, con i suoi amici che sono la sua famiglia, così diversi dai tuoi che sono tuoi coetanei o poco più grandi di te.


Ti alzi dalla sedia, fai due passi verso la finestra. Ti accendi una sigaretta. Guardi lo schermo del computer. Sei sopraffatta dall’esitazione. Non vuoi perderlo, ma sai che lo perderai. Non puoi continuare così a tradire te stessa e ma sì… è finita così… lo hai sempre saputo e anche lui lo sapeva. Se lo aspetta. Come si fa a non aspettarselo da una come te? Una che non ha mai dato garanzie. Una che lo ha sempre messo a dura prova. Una che non lo ha mai davvero fatto entrare dentro di sé, nella sua vita e che ha sempre tenuto separato il cuore dalla mente. Speravi che si stancasse lui di te. Speravi che ti chiamasse e ti dicesse: “Ciao, mi hai scocciato. Me ne vado”. Avresti voluto che ti trattasse male tante di quelle volte. Chiunque lo avrebbe fatto. Chiunque dei tuoi fidanzati bambini. Lui no. Lui si è nutrito di ogni tuo capriccio e lo ha accettato. Ti ha amato in ogni tuo stupido difetto. È stato abile a vedere il tuo volto segreto, a sentire il tuo bisogno di libertà, a capire i tuoi tempi e ad inserirsi tra le pieghe del tuo bisogno di essere stretta, abbracciata e cullata. Soffi via il fumo da te. Il cellulare tra le mani. Non senti più nulla all’improvviso. Ti sei rifugiata lì dove sai che non c’è sensibilità e odore. È questo l’odore della fine di un amore. È odore di nulla. Odore di “niente è mai accaduto” e di “mai sono stata tua”. Basta così poco a lasciarsi e allora perché è così difficile? Lo hai già fatto dentro di te, devi solo tradurlo a parole e trovare il coraggio di guardarlo negli occhi. I suoi occhi… per un attimo ti appaiono. Crolli sul lettino di questa stanza così vuota, così piccola. Osservi le foto appese al muro. Neanche una sua. Sei stata attenta a non circondarti del suo viso o delle sue cose. Sei stata attenta a non innamorarti completamente di lui. E allora perché fa così male?

“Quando lui avrà… io ne avrò…”

Spegni la sigaretta. Cominci a scrivere sul tuo cellulare. Le parole vengono da sole. Ti fermi un attimo. Chiudi gli occhi e respiri forte l’odore di luglio. Scrivi: “Ci vediamo alle sei ai Tre Scalini… così parliamo?”



1 commento:

Nik Redian ha detto...

"Dove vai questa volta?"
"Lontano."
"Più lontano dell'altra volta?"
"Molto, molto più lontano."
"Dove?"
"A casa mia."