sabato 17 dicembre 2011

UNA DONNA PER AMICO

Può darsi che io non sappia cosa dico...
e la frase che completa la strofa, la conosciamo tutti... o no?
Mogol-Battisti con un ritornello che dà il titolo all'album del 1978, delimitano il territorio, avvisano il loro pubblico che si parte da un paradosso. Il paradosso dell'amicizia uomo-donna. 

Una delle coppie di autori di canzoni più famose di tutti i tempi, estrassero così dal loro cilindro, un LP che (ai tempi ero piccoletto per capirlo), aveva un unico argomento: le incomprensioni, i conflitti, le impossibilità a volte di trovare un'armonia, nei rapporti stretti tra i due sessi.

"Bisognerebbe scegliere per moglie solo una donna che, se fosse un uomo, si sceglierebbe per amico”. 

Una frase molto più concisa che assomiglia a una vera e propria sentenza. Di quelle che ci affascinano, partorita dal filosofo francese Joseph Joubert, in una mattina in cui se ne andava a passeggio nella Parigi dei primi del 1800, annotando su un taccuino, i suoi Pensieri che furono tutti pubblicati postumi. Già quindi più di duecento anni fa, le anime sensibili si ponevano una delle domande più gettonate dei nostri tempi attuali. 

Ultimamente è una domanda che mi faccio molto spesso.

Conosco diverse persone che lottano nelle aule dei tribunali con quell'essere angelico che un giorno avevano posto su un piedistallo e che da qualche parte nel loro emisfero emotivo, aveva creato una breccia in cui si era infilato lo strano sentimento chiamato amore. 
Altri che invece, sono felicemente separati e con i loro ex compagni, compagne, ex mogli, mariti e madri-padri dei loro figli, hanno un rapporto che è migliorato enormemente con la separazione. 
Com'è possibile questa discrepanza. 

"Il fatto è che con la mia ex eravamo amici prima di metterci insieme!" 

Questa frase l'ho sentita diverse volte. Ma non mi è mai bastata. L'amicizia tra uomo-donna è paragonabile davvero a un processo alchemico che può sfociare in amore e passione che mantiene poi inalterato questo sentimento? O si è amici solo e nel caso che, da entrambe le parti ci sia lo stesso punto di vista o se qualcuno dei due rinunci o menta a se stesso, fingendo di non provare attrazione sessuale verso l'altro? E ancora... amicizia e sesso,  possono coesistere o una cosa esclude l'altra? E ancora e ancora... si può essere solo amici e anche amanti o essere amanti esclude l'amicizia pura? 
Bel casino.
Vi scrivo (ricordatevelo sempre) da una postazione neutra che non significa che io non abbia le mie opinioni a riguardo. Chi vi parla è un non sposato che è sempre fuggito da quella che viene considerata tra le maschere più evidenti del maschio occidentale: quella di calarsi in uno status e aver bisogno di sentirsi accanto la donna giusta che lo rappresenti ad hoc nella società e nel mondo esterno. 

Penso alle coppie di artisti, a quelle relazioni magiche, i duetti toccati dal destino, le anime gemelle, i cuori che si toccano e si uniscono in vita ma che appartengono agli astri... coppie come Federico Fellini e Giulietta Masina, ma senza andare troppo lontano, coppie che si sono abbracciate per lungo tempo, a volte stando davvero insieme finché morte non le ha separate, come Anna Campori che restò insieme al suo compagno, il grande comico Pietro De Vico, fino al momento in cui lui se ne andò. Penso anche a quelle coppie che si sono accompagnate per un periodo e poi lasciate, ma che nel loro breve o lungo matrimonio, si sono amate e guarda caso, aiutate l'uno con l'altra, fino al momento dell'addio. Di queste coppie ne è piena la vita di tutti i giorni, solo che mai nessuno ne parla. Fanno più clamore le coppie che scoppiano con un gran boato.

"Nessuno mi è stato vicino come mia moglie Marylin".

Disse Arthur Miller parlando di quello che è e resta il mito di tutte le dive. Ci si mette insieme, a volte, perché si ha bisogno di un amico. 
Non ve l'aspettavate questa? 

Eppure... 

Annullandoci nell'abbraccio dell'altro, a volte, dimentichiamo il nostro disperato bisogno d'amore e lo cerchiamo nella comprensione di un'amica o di un amico. Solo che ce ne accorgiamo strada facendo e durante questo viaggio, ci si accorge che è proprio il nostro compagno a suggerirci cosa fare. Una mattina, ci svegliamo e dall'altra parte del letto, c'è colui o colei che più ci ha accudito, compreso, voluto bene. Osservi dentro e fuori di te e trovi quell'incomprensione paradossale di cui Mogol-Battisti, nel lontano '78 invitavano a rifletterci su, cantando.

"Può darsi che io non sappia cosa dico... scegliendo te una donna per amico!" 

In quell'istante, si spalancano le fauci del bivio. Dove andare? Cosa succede? Ci sono coppie che decidono di comune accordo di lasciarsi perché scoprono entrambe che la passione è finita o non è mai cominciata. Ci sono coppie che si scelgono davvero e che continuano a stare insieme. Questo accade quando all'interno di un rapporto, viene alla luce che il processo alchemico dell'amicizia appartiene davvero al respiro dell'eternità. 
La vastità di questo argomento non ha mai fine. Altrimenti non ci avrebbero scritto così tanto. 

A volte, non si è in due ad accorgersene. È solo uno. Allora ci vuole più dolcezza, comprensione e si fa fatica davvero. Non si vuol ferire l'altro perché non si vuol ferire un amico. In questi casi, un bravo counselor può aiutare, in altri casi non c'è nulla da fare. Bisogna affrontare insieme la sofferenza. E la sofferenza di chi è lasciato a volte è molto inferiore a quella di chi lascia.
Il bivio a volte, presenta grandi sorprese.
Una di queste è la decisione di restare insieme.
E chissà... in quel caso, potrebbe verificarsi il miracolo. Si entra in una nuova forma d'amore, in un regno dove amore e amicizia si completano. Si è sempre in due a formare una cosa sola e in due, si può uscire da qualsiasi restrizione, morale o paura che c'imprigiona e non ci aiuta a crescere, ad andare al di là perfino dei limiti che molti pur bravi psicologi pongono, attraverso sentenze che ancora oggi sento ripetere a memoria e ormai senza neanche troppa convinzione: "Si escludono dalla sfera dell'amicizia quelle persone con cui si abbiano rapporti sessuali".



"È incredibile. Tu sembri una persona normale, ma in realtà sei l'angelo della morte!" (Sally)


4 commenti:

Yaia ha detto...

In realtà penso, ma è solo un mio pensiero, che nel momento in cui smetti di chiederti se chi ti sta accanto condivida o meno il tuo stesso pensiero, allo stesso modo, con le stesse sfumature, riesci a trovare la pace e a costruire un rapporto mediamente sano (e duraturo). È praticamente impossibile non essere soli sotto certi aspetti, anche quando si è in compagnia (anche suggellata dalla legge, dalla religione o dalla zia Peppina). Da nessuno si pretende tanto quanto si pretende da un compagno: pretendiamo che percepisca le cose allo stesso modo, perché in teoria abbiamo lo abbiamo scelto per la vita, lo abbiamo sostituito a tutto il resto, quindi deve supplire alla mancanza di tutto. Benissimo, non funzionerà mai, quindi tanto valeva non farlo.
Un compagno ti sostiene nelle cose che non capisce e non capirà mai, per il solo fatto che siano importanti per te. Ed è altrettanto importante per lui che tu faccia lo stesso. Si affianca ad altre figure, forse le sovrasta un po', ma non le sostituisce. Non può. E allora si che potrebbe persino rischiare di funzionare.

Quanto alla passione... no, che palle, qualunque cosa io possa pensare di dire mi sembra talmente tanto trita che annoia già me, preferisco risparmiarti.

:)

Nik Redian ha detto...

Resta il fatto che l'amicizia tra maschio e femmina è solo un momentaneo armistizio, una pausa strategica nella quale il maschio, dal canto suo, attende l'occasione del giusto agguato per trombare, e la femmina, per l'altro verso, sfrutta una costante dilazione di credito per cercare qualcosa di meglio.
Che sesso e amicizia non siano compatibili è un limite culturale, non umano. E che il sesso sia in qualche modo una forma d'amore è indubitabile. Se poi qualche maschio 'ama' con convinzione 'prima' di scopare e poi, 'dopo', arretri all'amicizia, è altrettanto innegabile. Com' è innegabile che qualche femmina della specie utilizzi la leva del 'regalino al pisello' per passare alla fase successiva. Per cui, escludendo i casi nei quali uno dei due risulti indigesto all'altro sul piano fisico, l'amicizia tra maschio e femmina si pone pericolosamente in bilico tra opportunismo e ipocrisia.

Poi succede che si migliora, si cresce, la giostra rallenta, le illusioni cedono il posto ai progetti, la grande vetrina dell’imbecilleria si riempie di polvere, il fiato si accorcia. la prostata mitizza Caino e le ovaie urlano la propria noia. Mentre il cuore, quello sì, si fa più grande ed ogni battito si estende oltre il proprio corpo, cerca il flusso centrale del mondo per aiutare, rinforzare, nutrire e nutrirsi. Nasce impetuoso il bisogno di dare un senso ad ogni cosa,anche quando sappiamo che dare un senso alle cose ha un costo salato. Ecco che velatamente, ma non troppo, il poeta condensa i suoi errori in un’ode al dualismo inesistente, laddove la soavità dell’accorgersi, del cogliere la più piccola delle particelle come una nuova stella, si combina amabilmente con il porsi domande inutili, poiché ogni poeta ama la propria improbabile inutilità, più di qualsiasi verità universale.

s i l v a n o ha detto...

''le incomprensioni, i conflitti, le impossibilità a volte di trovare un'armonia, nei rapporti stretti tra i due sessi.''

anche con pasquale panella, nulla cambia.

ad esempio: http://www.celeste.it/battisti/90.htm

Antonella Di Renzi ha detto...

Come affrontare qualcosa di così inafferrabile come una "relazione di coppia"? "Ogni matrimonio è un errore. Ciò che conta è come lo si affronta" (S. Minuchin). A pensarci bene questa affermazione un pò cinica non è poi così tanto negativa ;-)