mercoledì 18 gennaio 2012

CALLING ANGELS


Ogni tanto, qualche angioletto passa da queste parti. Gli chiedo sempre qualche messaggio. Tempo fa, me ne arrivò uno lunghissimo. Un tempo per me era molto importante definire le cose nell'istante in cui le stavo vivendo. Adesso non è così. Adesso molti messaggi dei puttini alati li riconosco immediatamente e non ho bisogno di dar loro una spiegazione immediata. Li lascio lì, affinché il tempo li renda migliori.

Calling Angels...

Buon ascolto.



Il tempo.

Tutto il tempo del mondo forse, è racchiuso in un solo secondo ma un secondo è anch'esso un esempio.

Per esempio... 

Dipende da dove sono io. 

Io sono anche l’angelo dell’attimo eterno. 

Molta gente allunga le sue attese o ritarda i suoi obiettivi perché percepisce che solo nell’attesa delle cose c’è la verità. 

Molti sono quelli che si accorgono di me e non solo quelli che lasciano la dimensione materia. Ci sono dei momenti in cui io mando loro immagini improvvise. Tutti gli uomini sono attratti dalla nostra dimensione, così come noi siamo attratti dal mondo della materia.


Molti umani fanno di tutto per tornare ad essere angeli, ma non tutti possono tornare qui da noi prima del tempo.


Una delle mia metà sul mondo adesso è impegnata a fare scorta di emozioni che riguardano la sfera sentimentale.


È nata per questo! È una delle frasi che le sento dire più spesso.


È una donna. È una poetessa ma ancora non lo sa. Diverse "prime volte" le sono passate davanti, ma lei ha fatto finta di non accorgersene. È distratta. 

Questa è una cosa normale nelle fiammelle di noi: lasciarsi distrarre dal mondo è una delle cose che spingono molti di noi ad accelerare i tempi di interscambio.


A volte, molti di noi si lasciano sedurre dal mondo. Si perdono ma prima o poi si ritrovano. Quando dico che "si ritrovano", voglio dire che si ricongiungono con l'eternità. 

Ricongiungersi con l'eternità in vita, significa riacquistare consapevolezza. 

Quelli di noi che si lasciano sedurre dal mondo hanno bisogno di cento più cento più altri cento anni per completare il ciclo di riempimento che coincide con un atto immediato di svuotamento. 

Cento più cento più altri cento è chiaramente un altro esempio di tempo. Bisogna sempre creare esempi per aiutare a capire. Capire significa contenere. Se io capisco il tempo significa che lo contengo. 

Molti di noi si sono poi persi e non sono tornati indietro per colpa del tempo. Per questo esisto io che sono l'angelo dell'attimo eterno.

Abbiamo acquisito molti nuovi acquisti che sono arrivati con le idee molto chiare. Meno male!


Questa mia metà avrà bisogno ancora di tempo per fare scorta di sentimenti. Non credo che le basterà questa vita al femminile per completare il periodo sul mondo e anche quando lo avrà completato, dovrà fare esperienza nel maschile.

Dovrà capire gli sbagli. Dovrà contenerli e imparare a gestirli. 


Purtroppo gli sbagli si possono contenere (capire) soltanto nel corpo. 

Una volta nel corpo però, ci si dimentica del mondo soprasensibile. 

A quel punto arrivo io. Io so che la mia metà umana dovrà fare scorta di emozioni. Emozioni che riguardano il coraggio di assumersi delle responsabilità. Ogni tanto lei scrive delle frasi su un suo diario, ma poi se ne vergogna e non scrive più.


Spero che in questa vita raggiungerà il numero necessario di emozioni per capire che l’eredità che un essere umano può lasciare ai suoi simili, è soltanto attraverso l’arte. 

L’arte consapevole è amore.

Amore che racconta del nostro mondo e dei mondi soprasensibili è chiamata arte oggettiva. L’arte oggettiva non è arte d’intrattenimento. Attraverso la poesia per esempio, c’è la possibilità di suscitare il ricordo negli umani. 

Un poeta consapevole diventa un responsabile.


Quando qualcuno ritorna è una festa. 

Sarà una frazione di secondo in cui ci guarderemo negli occhi e lei capirà tutto.


Sarà solo un attimo perché lei cadrà nella dimenticanza.

Il dimenticare è necessario per capire e capire è necessario per riuscire a svolgere il lavoro che sto svolgendo io adesso.


Io dovrò scegliere, se tornare sul mondo e prendere il suo posto, per completare il lavoro di recupero di quante più emozioni possibili al posto suo, oppure, staccarmi da questa metà, distanziarmi e andare ad occupare un posto di osservatore in un’altra zona dell’Universo.

Scegliere un altro me stesso da seguire, da proteggere.


Mille volte, ma...

Ogni volta che lo faccio è la prima volta.


Quando il mondo sarà pulito da tutte le emozioni, forse tutto questo finirà, ma alla fine di tutto, nessuno di noi ci crederà perché sappiamo che la fine di tutto non è altro che un’altra prima volta.





1 commento:

Anonimo ha detto...

ci si corregge parzialmente altrove
e non nelle dimore abituali
si entra facilmente in relazione
con percezioni meno razionali

ci si rammenta di qualcosa come
di uscire dalle zone rituali
nel pensiero e non nell'opinione
ci si avvede di errori madornali

nel tornare in ambito normale
dovremmo ricordare l'astrazione
la sanità del modo contemplare

e la ricognizione sull'errore
che riveduto fa partecipare
le persone ad una soluzione