venerdì 20 gennaio 2012

LA NECESSITÀ DEL CONFLITTO

"Quando immagino un mascalzone, cerco di dargli tutto il vantaggio della sua posizione, per rendere il male persuasivo ed attraente". 

Parole di Walter Bernstein, apprezzato giornalista e geniale sceneggiatore americano, finito nella famigerata black-list del senatore McCarthy... e autore di un film che parla proprio di quel periodo nero in cui serpeggiava la "paura rossa", cioè che il comunismo potesse entrare infilandosi con le sue idee come un serpente attraverso i film di Holliwood. Chi tra di voi non l'ha ancora visto, non si può perdere questo gioiellino di film che scrisse lo stesso Bernstein, diretto da Martin Ritt, uscito nel 1976 dal titolo "The Front" ("Il Fronte", in italiano la distribuzione scelse il titolo "Il Prestanome", probabilmente per evitare che il pubblico pensasse al solito film di guerra. 
Bernstein nell'incipit di questo post che andiamo a collocare nella rubrichetta del mestiere di scrivere, ci apre un ventaglio davanti agli occhi e ce lo sventola, facendoci aria. Cosa significa rendere il male persuasivo ed attraente? 
In un film quando qualcuno desidera tenacemente qualcosa, facendo fatica ad ottenerla, impiegando tempo e spazio all'interno dell'azione drammatica questo qualcuno è il protagonista. 
L'antagonista invece è la forza che si oppone alla realizzazione di questo suo desiderio. Queste due forze contrapposte tra loro, formano il conflitto nella storia. Non sempre la forza che si oppone al desiderio o allo scopo del protagonista è rappresentata da un personaggio, ma diciamo che molte storie hanno come antagonista una persona. 
Il cosiddetto cattivo o per dirla alla napoletana: 'o malamente!


Vi metto qualche volto per ripassare i cattivi storici del cinema della vostra memoria. Volti che fanno scattare immediatamente associazioni ad immagini, storie che avete visto, seguito, su cui vi siete appassionati,  col fiato sospeso o su cui avete riso (sì perché un buon avversario è necessario anche nella comicità) o che semplicemente avete visto scorrere nel catalogo invisibile dei vostri ricordi. Perché la saggia affermazione di Bernstein ci porta direttamente a una legge antica ma sempre attiva: l'antagonista, il cosiddetto "cattivo" per esercitare il suo potere deve travestirsi con maschere che attraggono e che quasi fanno simpatia. Strano ma vero! 
Il serpente dovette fare parecchio il simpatico per farsi ascoltare da Eva, ma da quel momento in poi, nell'istante in cui Eva morde la mela, le cose cominciano a farsi interessanti. In questo caso il nostro eroe, il protagonista della nostra storia ha un conflitto evidente ed esterno, ma... in molte storie, in molti film il conflitto principale si trova all'interno dello stesso protagonista. La frittata è fatta. Vi faccio un esempio di conflitto che risiede nell'anima del protagonista. 

Joel scopre cosa ha fatto Clementine. Per vendicarsi decide di farlo anche lui. Si sottopone al trattamento di "Lacuna": cancellarla dalla sua memoria. Quando la cura è già iniziata, quando proprio non è possibile fermarsi, Joel capisce di amare troppo Clementine e di non volerla cancellare dalla sua memoria. Comincia così una sfrenata corsa contro il tempo nella mente di Joel che scappa, corre attraverso i suoi ricordi per cercare di fermare e salvare il ricordo dell'amata...


È un grande conflitto interiore. Il contrasto principale avviene nel cosiddetto sottosuolo, all'interno del protagonista... ma... anche se questa forza interna che rende buono e cattivo, eroe e anti-eroe, protagonista e antagonista la stessa persona, esiste sempre una forza esterna incarnata da uno o più personaggi che gli si oppongono. Ecco perciò... che a dare più forza al conflitto interiore di Joel, protagonista nella splendida sceneggiatura di Charlie Kaufman "Eternal sunshine of Spotless Mind del 2004, sono i due personaggi dei tecnici della Lacuna, Stan e Patrick. Arrivano di notte per effettuare la cancellazione mentre Joel sta dormendo. Gli attaccano dei fili alla testa che lo collegano a un computer che via via, gli cancella tutti i ricordi, ma... nel momento in cui arriva ai ricordi più belli con Clementine, sente le voci dei due tecnici e resta nella terra di mezzo, tra la realtà e i suoi ricordi. Sono le voci di Stan e Patrick che lo tengono lì, sono proprio coloro che hanno il compito di cancellare la sua amata dalla mente. Questo basta a Joel per dargli la forza di opporsi alla sua stessa volontà. Questa resistenza del desiderio di salvare la persona amata dall'oblio provoca il fallimento dello scopo del computer, il fallimento della dimenticanza in favore del ricordo. 
È il desiderio, l'ardore di ricordare che rende vani i tentativi del nostro avversario che quasi è consapevole di questo suo ruolo e sfida il cosiddetto "buono" con uno strano sorriso stampato sulle labbra.
Un conflitto interiore del protagonista aiutato da un elemento esterno, aiuta a costruire in modo efficace la figura e il carattere del protagonista. E un chiaro rimando esterno in una storia dove il conflitto principale è interno, aiuta a rendere l'esterno e l'interno del personaggio ben visibili a chi osserva. 
Adesso che avete queste basi, provate a fare questo lavoro su voi stessi. Cominciate a costruire la vostra bella figura di spettatore esterno. Individuate i giocatori. Lo scopo dell'eroe e il ruolo del suo oppositore. Un bravo osservatore che studia, analizza e non giudica, semplicemente, si gode la vostra vita come se fosse un film... vi accorgerete un bel giorno, dopo che avrete collezionato un milione di attimi... che conoscerete un po' meglio i due lati di voi stessi che forse vogliono o sono la stessa cosa: il protagonista e l'antagonista.
Tutta qui la vita?



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