martedì 7 febbraio 2012

UN'ALTRA VITA


Apri gli occhi piano.

Un’altra mattina è qui. Oggi hai più tempo. Oggi hai compiuto gli anni e qualcuno te l'ha ricordato. Pensiero ripetuto più volte. Quanti anni e oggi puoi anche fare delle cose per te… è così sottile il margine che separa il resto delle cose. Ti abbandoni ad un ricordo così, senza neanche aspettare il momento di schizzar fuori dal letto. C’è tempo. Poi pensi a come tutto, in fondo, sia così semplice.

È semplice come il ricordo di qualcuno che ti voleva bene. Sei qui e non ti sembra possibile. È semplice questa vita. È fatta di un insieme di ricordi, spostati appena poco in là dell’ultimo. Un album di ricordi. Figurine d’immagini sbiadite e nitide. Colori strani, opachi: sono quelli che percepisci con un’altra parte della mente. C’è qualcosa di più oltre la mente? C’è qualcosa in più oltre te, oltre questo tuo cuore che batte? Le domande che non ti fai più? Sono quelle che ti facevi da bambino… magari a letto, la sera prima di chiudere gli occhi… con  la televisione accesa di là e le voci di tuo padre e tua madre. 

Mattina colorata.

Certo, la città è grande e le facce che ti oltrepassano sono le stesse di sempre. Eppure… non puoi fare a meno di pensare che è semplice questa vita se la consideri osservandola dalla postazione di adesso, dal monte di questi tuoi anni. È poesia se la cerchi tra le pagine di un quaderno oppure, è musica se l’ascolti in qualche stanza silenziosa, di una casa che hai abitato tanti anni fa. Quante case hai abitato? Quanti amici che hai lasciato nell’illusione che tornassero prima o poi? Quante donne hai amato perché pensavi di avere tanto tempo? E quante donne non sei riuscito ad amare per la sensazione del tempo che non sarebbe bastato? Sensazione sprecata: non essere così serio, come ti dice qualche amica. Perché ora solo amiche riesci ad avere. Hai inquinato più rapporti con donne, alla ricerca di una che non fosse vittima del tuo poco tempo. Hai dilatato la passione d’amore con troppi scatti d’affetto e alla fine, la città è piena di ex fidanzate che hanno case come rifugi, dove il tempo qualche volta ritorna e ti fa vivere quelle nostalgie di te stesso che ti riportano a ciò che eri tanto tempo fa.


Due bimbe che non vedi quasi mai e quando le vedi, succede solo per caso, in una vecchia libreria o tra le poltrone di un cinema, due file più avanti… dietro la sciarpa e il colletto del giubbotto, sai che c’è quella piccola che un giorno saltava sul letto aspettando te.

“ Adesso basta e infilati a sotto le coperte!”

E sai di loro solo grazie a qualche loro amico che ti riconosce per strada e che ti parla a voce bassa, con quel sorriso di timidezza che anche tu, tanto tempo fa, hai regalato a qualche amico di tuo padre.

Respiri piano. Guardi un vecchio distributore di sigarette automatico e pensi a quando eri più giovane. Pensi a quando ne fumavi un pacchetto e pensi con dolore che adesso è molto meglio così, ma che era bello quando il fumo ti entrava nei polmoni attraverso tabacco e carta bruciata.

Respiri piano e non puoi fare a meno di guardare nel profondo degli occhi di tutti quei volti sovrapposti che formano un unico viso che è troppo uguale al tuo che non ha più tempo. E allora eccolo!

L’odore: vago odore che definisce i contorni del volto di un altro, quasi come non fossi tu quello che le vetrine vedono passare senza più percepire quel veloce voltarsi e fissare per un semplice attimo, la figura di un uomo perduto in una strada fuori dal tempo.

È semplice soffermarsi sull’odore del tempo che passa. È semplice perché l’odore del tempo che passa è odore della colla dietro immagini un po’ sbiadite nella memoria ed è polvere nascosta nell’ombra di qualche libro riposto sugli scaffali di una libreria che ormai non ti appartiene più.

È semplice questa vita. Non te lo spieghi se ci pensi poco più di un attimo. Non ti spieghi di come sia possibile che ci sei ancora. Tu esisti e questa è l’illuminazione più grande. Osservi gli altri. Ti capita di farlo così, all’improvviso. Ti capita sempre più spesso ormai. Hai l’esatta percezione di quando uno sguardo è qualcosa di più di uno sguardo e di quando un respiro diventa aria oltre la bocca degli altri. Gli altri camminano, aspettano anche loro qualcosa, come te che stai aspettando da sempre una manciata di secondi in cui finalmente potrai dire di aver capito tutto.

Possibile?

Quante volte te lo sei detto. Quante volte è successo. Ti sei fermato per strada. Rimasto immobile, alla ricerca del tempo e… hai pensato: è tutto qui? Possibile?

Eppure sembra proprio essere così: tutto come in un finale di un film che ti è passato dentro d’un fiato e che ti ha lasciato pensieroso sulla strada verso casa.

Il mondo si ripara da solo certe volte. Il mondo è come un orologio dimenticato in un cassetto di scrivania. Il mondo… questo mondo tuo personale che racchiude un universo di cose e colori… Un mondo che è iniziato nel momento in cui hai capito di esserci anche tu in mezzo alla vita degli altri.

È semplice quest’odore del tempo che passa. È l’odore che ti porti addosso da sempre ed è odore filtrato dal coraggio di uscire per un attimo dal tempo stesso e di considerarlo quello che è: solo odore di corpo che scompare, di natura che si trasforma in te, alla ricerca dello stesso odore, perché l’odore del tempo che passa qualche volta inganna perfino i ricordi. Li rende partecipi del passaggio e li riporta nel luogo dove nascono: una pianura verde dove tutto fluttua e si ripete e dove tutto è possibile che accada un’altra volta e ancora un’altra e così all’infinito, finché non ci sarà più qualcuno che potrà dire: “io non ho capito” un luogo senza tempo, dove l’odore del tempo è l’odore dell’aria che si respira tutti i giorni ed è l’odore degli errori commessi e da riparare, l’odore degli amori traditi e di quelli lasciati a morire nell’indifferenza di tutto il tempo sprecato ad aspettare altro tempo. 


3 commenti:

Paolo ha detto...

ah....il primo post con gli occhiali....
gli ultimi quattro righi e mezzo entrano di diritto tra i tuoi migliori...anzi....gli ultimi dieci.

s i l v a n o ha detto...

grazie

Angelo Orlando ha detto...

Merito degli occhiali.