domenica 26 giugno 2016

UNITI PER DIO

Cos'è l'unione? Cosa significa davvero trovare e riconoscersi in un'unità? 

Il concetto di unità ha a che fare con il desiderio. È in stretta relazione con il desiderio. 


Unità e desiderio sono due parti fondamentali dell'essere. 


Quando mi accorgo di non essere unito io comincio a desiderare di esserlo. 


"Desiderare" è un verbo strano perché toglie e nello stesso istante, aumenta, invita a crescere. È formato dalla particella latina privativa "de" e dalla parola anch'essa latina "sidus sideris" (plurale sidera). Significherebbe quindi una situazione "in cui sono assenti le stelle". 


C'era una volta il linguaggio delle antiche divinazioni. 


Un tempo gli uomini sapevano desiderare. Guardavano alle stelle come se fossero le parti mancanti per essere davvero uniti. Mia nonna mi diceva che le stelle "sono le anime dei morti". E io da piccolo sapevo che lei aveva ragione. Quando il cielo era coperto dalle nuvole, gli uomini non erano capaci di compiere le loro normali funzioni divinatorie. 


Le stelle erano invisibili ai loro auspici. 


Senza le stelle si donava ad esse il desiderio profondo di vederle riapparire. Questa etimologia potremmo rafforzarla con la riflessione della parola "considerare" che deriva dalla particella latina "cum" insieme a "sidera" e i nostri saggi avi la usavano proprio per espirmere il "profetizzare" interpretando gli astri. 


Ecco da questo simpatico modo di riflettere sull'etimologia delle nostre belle parole, possiamo aprire la porta ed entrare nel concetto di unità. 


Una riflessione sull'uscita della UK dall'UE. Questa separazione dall'Europa può essere "con-siderata" come uno di quei momenti in cui il cielo si rannuvola ma non scompare? 

Forse...

Dobbiamo sempre cercare di fare come i nostri antenati che osservavano il cielo e dal cielo traevano tutto il loro sapere perché lo connettevano con il proprio cielo interiore. 


L'uomo che compie questo atto, si trasforma in un veggente, cioè si accorge che può trasformare il futuro in qualcosa di "reale". Come? Entrando nell'illusione del tempo, riportando il tempo a ciò che esattamente è. L'uomo per entrare nel futuro non può fare a meno di non conoscere il proprio passato. In mezzo a queste due grandi forze, l'uomo del presente è l'ago della bilancia. È la resistenza. 


È ciò che crea luce. 

Le nuvole sono solo un momento della separazione da quest'antica saggezza. 

Così lo è ogni cosa che offusca l'unità reale di una cosa, di una nazione o di un essere umano.

Chi è davvero l'uomo? 


Se saprete rispondere davvero a questa domanda, saprete anche cosa è il resto. Così semplice? Non lo so. Sono solo ipotesi messe lì: "Frammenti..." come diceva il mio professore di latino al liceo.


L'Europa diventa solo un frammento in cui l'unico e l'idea del reale, lancia il suo invito per conoscere davvero passato e futuro. È l'uomo che apre la porta ed è l'uomo che la chiude. La porta che si apre per nascondere è simile a quella che si chiude per aprire e lasciar scorgere. 


Perciò... tranquilli.

Troverete la porta chiusa e vi accorgerete che non siete mai davvero entrati. Basta aspettare con il lumicino ben acceso. L'unità va conquistata con armonia, la scoperta di essere unici passa per la frammentazione. 


Il passato è la "porta da aprire ora". 


Chi non ha fatto i conti con i propri sbagli, i propri errori, i rancori e le rabbie ereditate dai propri padri, chi non si libererà del proprio passato sentendo quel misto di gioia e di dolore che il perdonare e il lasciar andare provoca, sarà sempre separato da se stesso e anche da ciò che pensa di essere e pure da ciò che pensa che gli altri pensano che lui sia. 


Anche per una nazione è così. E il nostro paese, unito da così poco tempo, è quello che non ha mai saputo e voluto perdonare se stesso per i crimini, le stragi e gli stupri dimenticati dagli storici e segregati nei duemila fascicoli della questione meridionale, annegati nel "sangue degli uniti". Essere nati in questo paese è perciò una grande fortuna. Studiare davvero da dove viene la nostra unità di "giovane" nazione, a che prezzo ci siamo uniti, è fondamentale per comprendere ogni desiderio di unità o di separazione.

Qualcuno, un illuminato da Dio probabilmente, sognava gli Stati Uniti del Mondo. 

Per ora accontentiamoci di trovare un frammento di interezza dentro di noi.


Da lì, da quella piccola postazione, alzate gli occhi al cielo e "uniti per Dio", aspettate fiduciosi.





Terza strofa dell’Inno Nazionale
.
Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

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