sabato 11 febbraio 2017

IO SONO AMICO DI JACK ROMANI


Lo devo dire ai posteri. 

Così quando qualcuno tra centocinquanta anni passerà da qui, saprà che io sono amico di Jack Romani anche ora in questo presente altro, in questo quando quantico, in questo nuovo modello di percezione dove la resurrezione del senso d'amicizia sarà superata da una più completa e profonda percezione di connessione tra gli esseri viventi. 

Io sono amico di Jack Romani perché è sempre stato così. 

Vi rendete conto?

Probabilmente non ancora.

Ci sono alcune cose che capitano nella vita, altre che lo sono e basta. Ciò che capita non sempre è la cosa più ovvia, ma ciò che è, resta per sempre ed è ciò che conta davvero. 

Non è stato facile incontrare Jack Romani. Lo si incontra solo se lo vuoi davvero. Se lo desideri e hai fatto in modo di lasciar tracce nella selva oscura dell'inconscio.

Tutto ritorna e tutto è già qui. Io sono amico di Jack Romani perché non è stato facile per niente incontrarlo davvero: questa è forse la chiave che serve per entrare nell'essenza del profondo significato del perché io sono amico di Jack Romani.

Sì, signori. Io sono amico di Jack Romani perché a un certo punto della mia vita ho capito che la mia vita senza Jack Romani sarebbe stata una vita troppo comoda e per questo, mi sono dato da fare per incontrarlo. 

Attenzione però. 

Io sono amico di Jack Romani perché mi sono agganciato saldamente al suo pensiero, alla sua filosofia e al suo sguardo fin dalla prima volta che l’ho incontrato.

Io sono amico di Jack Romani perché ho riconosciuto una parte di me in lui e non posso più staccarmi perché se mi staccassi da essa non mi troverei più. 

E sono amico di Jack Romani perché ho visto cose che voi che non siete amici di Jack Romani non potete neanche immaginare. 

“Cominciate a capire ora?” 

Io sono amico di Jack Romani perché non la passo liscia e non perché ho visto le navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione o i raggi B balenare nel buio... 

Non si può essere amici di Jack Romani e far finta di niente.

Il senso di responsabilità ti aumenta a dismisura, arriva a toccare le corde immense dell'infinito, ti riporta lì sul Vallo di Adriano, passando per la Basilica di Santa Sofia a Istanbul, aumentando il tuo Quantum energetico per arrivare sulla Cintura di Orione, passando per le sette figlie di Atlante e Pleione, toccando o sfiorando le leggende dei nativi americani, come quella delle sette fanciulle sulla Torre del Diavolo nello Wyoming.

Un giorno, sette fanciulle si accamparono vicino al fiume di una regione rocciosa, famosa per la presenza di una gran quantità di orsi. Uno degli orsi, attaccò le fanciulle che capirono di non avere scampo se fossero fuggite e si inginocchiarono a pregare per chiedere aiuto agli dei. Fu così che il terreno si alzò e venne fatto salire fino al cielo. L'orso, cercando di raggiungerle, colpì con una zampata uno sperone della roccia, lasciando lì per sempre la traccia delle sue unghie affilate. Il Grande Spirito, consentì loro, di restare in cielo. 

Ecco, io sono amico di Jack Romani perché con lui posso parlare di queste cose senza sentirmi completamente fuori dal mondo. 

Sono amico di Jack Romani perché con lui posso analizzare il passato, restare nel presente e ricordare il futuro.

Sono amico di Jack Romani perché se gli dicessi che ogni cinquantadue anni, a mezzanotte c'è un incontro lì, in un punto preciso del cielo, lui non mi prenderebbe per matto, ma mi aggiungerebbe anche particolari, tipo quello della Danza del Nuovo Fuoco che assicura il movimento del cosmo e la rinascita del sole, oppure qualche racconto sui Maya, sugli antichi egizi, sulla divinità femminile, la madre divina Neith, oppure Hathor che prese l'immagine di una mucca che aveva dentro di sé il seme della vita. 

Io sono amico di Jack Romani perché se gli astronomi ci dicono che ci troviamo al centro di una ruota in una ruota, in una spirale cosmica del tempo che i Maya e gli Egizi già conoscevano secoli prima, lui questa cosa te la arricchisce di nuove sensazioni, nuove parole e immagini che ti riportano a un presente antico e a un futuro da riscoprire interiormente. 

Io sono amico di Jack Romani perché se gli dico che le Pleiadi sono la "culla e il trono della nostra coscienza", lui mi sorride e mi offre un altro giro, aggiungendo che la cintura di Orione è un  centro del trono con funzione di portale-soglia.

Vi è più chiaro ora?

Io sono amico di Jack Romani perché lui come pochi altri in questa "fortuna del vivere adesso", sa che un giorno ci incontreremo sempre lì, tra gli indicatori degli eventi di contatto tra cielo e terra  e le schiere angeliche, tra il popolo degli uomini e quelle diverse culture e leggi del mondo che ci consentirono di decifrare le tracce dei nostri avi.

E io sono amico di Jack Romani perché al di là di ogni storia e leggenda, oltre l'indelebile impronta lasciata sul granito, ci dividiamo una sensazione profonda di grande protezione da parte del nostro Padre Comune, oltre ogni vanità e bestemmia, oltre ciò che è stato giusto o sbagliato, lì dove c'è in atto già una trasformazione della creazione che ci consentirà, un giorno non tanto lontano, di tornare nei cieli superiori, puliti e netti, risorti e pronti a partire ancora e ancora e ancora, su una moto nuova o sempre la stessa, alla ricerca del Gral o semplicemente per brindare con l'ultima birra dell'umanità. 



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