domenica 20 agosto 2017

SULLA RAMBLA

Non potevo frenare questo pensiero, lo allontanavo appena si affacciava: è molto facile intuire la  strategia di questo terrore, seminare paura nei luoghi più spensierati. Abito sulla Rambla de Canaletes da diversi anni. Mi sono innamorato di questo posto la prima volta che ci sono stato, da bambino. Quando vivevo a Roma ero a Trastevere, prima a Piazza Vittorio; tutti posti dove l'umanità si mescola, si sfiora, quasi si tocca. dove c'è Il passaggio, l'energia, gli sguardi, in quei luoghi dove ci si incontra per un attimo per poi perdersi, ma mai per sempre. Questa strana felicità che mi dà la gente unita e in movimento è profondamente radicata in me. L'uomo mi commuove, ma a volte non c'è nulla che mi spaventa come la sua parte folle e malata. Amore e orrore si fondono e si integrano dentro di me. L'amore è l'essenza e la tela bianca, la base su cui porre ogni cosa, certo, ma l'orrore sta là, come un gocciolatoio a protome leonina di un tempio greco o la gargoyle di una cattedrale. Dopo la paura e lo sgomento, allora, pensieri alti e luminosi! Questa è la risposta al periodo infame e vile che stiamo vivendo, perché lì dove la coscienza dell'essere umano ha toccato il suo punto più basso, ci sarà sempre qualcuno che porterà una rosa.







giovedì 10 agosto 2017

UN PREMIO DA RICORDARE...




Il cinque agosto di questo 2017, sono andato alla serata di chiusura dell'Ariano International Film Festival.

Mi hanno dato un premio.

Sul palco, il presentatore, il bravo Franco Oppini, mi ha cominciato a elencare alcuni dei lavori di questa mia variegata e poliedrica carriera artistica e la gente applaudiva, ma devo dire che l'applauso più grande, il pubblico me l'ha fatto, quando ho detto che mia madre sarebbe stata molto contenta di questo premio, perché mia madre è nata a Melito Irpino, a pochi chilometri da lì.

C'è poco da fare, i premi sono belli, ma ciò che unisce di più le persone sono le radici. Sentire l'appartenenza a una terra è importante nella vita.

Ah... la mattina dopo in albergo, mi sono seduto sulla sedia dove avevo messo il premio, una bella composizione artistica di una pellicola in ceramica.

C'era la mia roba su e non l'ho visto. Si è rotto in tanti pezzi. Mi hanno subito detto che mi faranno un'altra copia, ma poco fa, guardando tutti questi pezzettini di ceramica, ho pensato che a me piace anche così, un premio rotto col sedere... che nella vita è un'altra cosa importante.