domenica 20 agosto 2017

SULLA RAMBLA

Non potevo frenare questo pensiero, lo allontanavo appena si affacciava: è molto facile intuire la  strategia di questo terrore, seminare paura nei luoghi più spensierati. Abito sulla Rambla de Canaletes da diversi anni. Mi sono innamorato di questo posto la prima volta che ci sono stato, da bambino. Quando vivevo a Roma ero a Trastevere, prima a Piazza Vittorio; tutti posti dove l'umanità si mescola, si sfiora, quasi si tocca. dove c'è Il passaggio, l'energia, gli sguardi, in quei luoghi dove ci si incontra per un attimo per poi perdersi, ma mai per sempre. Questa strana felicità che mi dà la gente unita e in movimento è profondamente radicata in me. L'uomo mi commuove, ma a volte non c'è nulla che mi spaventa come la sua parte folle e malata. Amore e orrore si fondono e si integrano dentro di me. L'amore è l'essenza e la tela bianca, la base su cui porre ogni cosa, certo, ma l'orrore sta là, come un gocciolatoio a protome leonina di un tempio greco o la gargoyle di una cattedrale. Dopo la paura e lo sgomento, allora, pensieri alti e luminosi! Questa è la risposta al periodo infame e vile che stiamo vivendo, perché lì dove la coscienza dell'essere umano ha toccato il suo punto più basso, ci sarà sempre qualcuno che porterà una rosa.







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